Nel discorso finale attacca la minoranza dem e parla di suo padre

Firenze, Leopolda 6 chiusura moscia: Renzi difende il governo sulle banche. E lancia mille leopolde per il referendum

di Camillo Cipriani - - Cronaca, Economia, Politica, Primo piano

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FIRENZE – Matteo Renzi ha chiuso la due giorni di Firenze ribadendo l’importanza delle riforme fatte dal governo e i provvedimenti presi, dal Jobs Act, alla Buona scuola, alle tasse e, sul caso delle banche va al contrattacco: «Chi ha sbagliato e chi ha truffato pagherà. Non ci sono mai stati intoccabili. Ma chi pensa di strumentalizzare la morte di una persona mi fa schifo». Sostiene che rifirmerebbe quel decreto che ha salvato un milione di conti correnti e quattro banche: «Il sistema bancario è più forte e più solido di quello tedesco. La verità verrà fuori».

PD – Poi lancia una stoccata a chi accusa la kermesse di avere bandito le bandiere del Pd: «Quelli che ci chiedevano di mettere le bandiere se ne sono andati dal Pd. Noi siamo qui. Noi restiamo nel Pd e la bandiera l’abbiamo tatuata nel cuore e concepiamo questo spazio come uno spazio di libertà».

80 EURO – Il leader del Pd rivendica anche la misura degli 80 euro in busta paga: «Non sono stati una mancia elettorale, ma hanno rimesso in moto i consumi». E sulla recente procedura di infrazione dell’Europa contro l’Italia per la mancata registrazione di 60mila migranti non registrati nel nostro Paese nel 2015 attacca: «All’Europa che ci fa la procedura di infrazione perché non abbiamo preso qualche impronta, diciamo che la somma delle burocrazie fa del male a se stessa».

PADRE – Poi si è soffermato anche sulla vicenda che ha riguardato il padre: “Mio padre – ha detto – ha ricevuto un avviso di garanzia 15 mesi fa. Abbiamo detto a lui che nessuno dubitava di lui, i suoi figli e i suoi nipoti. Da allora due volte la Procura ha chiesto di archiviare ma passera’ il Natale ancora da indagato. Non diro’ una mezza parola, ho fiducia sui magistrati. Ma mio padre mi accusa di sbagliare strategia, che dobbiamo andare al l’attacco. Noi non perderemo mai il sorriso non consentiremo mai a un titolo di giornale di rovinarci la giornata, a chi pensa di farci arrabbiare dico che non ci avrete, aspetteremo sempre il tempo che c’e’ da aspettare. Mai nessuno ci fara’ desistere”.

1000 LEOPOLDE – E infine ha lanciato l’idea di mille leopolde in tutt’Italia in vista del referendum costituzionale in programma a ottobre, definito “il provvedimento che segnerà  questa legislatura”. “Dovremo organizzare in tutta Italia mille Leopolde – ha detto Renzi – Siamo stati governati per decenni da politici che erano campioni di alibi. Adesso tutti dobbiamo prenderci le nostre responsabilità: dobbiamo parlare con le persone e schiodarle dall’indifferenza”.

Si chiude così una Leopolda, la sesta, meno scintillante e produttiva delle precedenti, contrassegnata da polemiche, proteste, non solo dei risparmiatori, ma anche dei familiari delle vittime della strage di Viareggio, che non sono stati ricevuti. Dalla kermesse con pochi vip non sono scaturite molte idee, non sono state lanciate proposte innovative. La due giorni fiorentina, in sostanza, dovrebbe essere solo servita a Renzi per consolidare il potere.

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Camillo Cipriani

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