il supposto conflitto d'interessi

Banca Etruria, da M5S mozione di sfiducia contro Boschi. Il ministro li sfida: «Voteremo, vediamo chi vince…»

di Paolo Padoin - - Cronaca, Politica

Stampa Stampa
-

Maria Elena Boschi, ministro per le Riforme Costituzionali del Governo Renzi

ROMA – Il Movimento 5 stelle ha presentato oggi 14 dicembre alla Camera dei Deputati una mozione di sfiducia individuale contro il ministro per le Riforme e i rapporti col Parlamento Maria Elena Boschi. «Un ministro della Repubblica italiana – ha spiegato Alessandro Di Battista, del direttorio M5S – deve essere al di sopra di ogni sospetto. Noi reputiamo che il ministro Boschi non sia al di sopra dei sospetti rispetto appunto ai provvedimenti presi dal Governo Renzi, di cui il ministro Boschi fa parte, e in cui ha un ruolo molto molto importante, rispetto a Banca Etruria, che è una banca riconducibile alla sua famiglia. Crediamo che questa banca sia stata favorita dal Governo Renzi e questo si chiama conflitto di interessi».

LA REPLICA– «Discuteremo in aula, la voteremo e poi vedremo chi ha la maggioranza» è stata la diplomatica ma al tempo stesso secca replica, quasi in tono di sfida, del ministro Maria Elena Boschi. Già nel corso della kermesse fiorentina Leopolda 6 la vicenda di Banca Etruria e della Boschi erano state al centro di discussioni, soprattutto dopo l’attacco frontale dello scrittore Roberto Saviano che ha chiesto le dimissioni del ministro, ma sia il premier Renzi che il titolare dell’Economia Pier Carlo Padoan avevano difeso l’operato della collega.

QUESTIONE POLITICA – Del resto sono tre i filoni di inchiesta che la Procura di Arezzo ha attivato su Banca Etruria, ma in nessuno di essi, al momento, Pier Luigi Boschi, padre di Maria Elena e ex vicepresidente dell’istituto, risulta indagato. Si tratta dunque di una vicenda di carattere squisitamente politico e non giudiziario, e le posizioni rispettive di maggioranza e opposizione risultano chiare. L’opposizione va all’attacco del presunto conflitto d’interessi e il Governo respinge le accuse.

MATTEO RENZI – La vicenda ci ricorda analogo episodio avvenuto sotto il Governo Letta, quando Matteo Renzi, allora soltanto segretario del Pd, prese una posizione completamente opposta. Riprendiamo quanto pubblicato su Huffington Post del 14 dicembre 2015, in un articolo significativamente intitolato «ll caso Boschi e il caso Cancellieri, due epoche e due misure lontane». Si legge: «Il ministro lasci anche senza avviso di garanzia. E’ un problema politico, non giudiziario. E’ stata minata l’autorevolezza istituzionale». Non sono le parole di qualche grillino che ce l’ha con il ministro Maria Elena Boschi per la vicenda della banca del babbo. Sono le parole di Matteo Renzi, dal Corriere della Sera del 20 novembre 2013. Si parlava del ministro della Giustizia Anna Maria Cancellieri e del caso che la vide coinvolta per alcune settimane per alcune sue telefonate con la compagna di Ligresti, Gabriella Fragni, a proposito della scarcerazione della figlia Giulia Maria per ragioni di salute. Diceva in quei giorni l’attuale premier: «O il presidente del Consiglio dice ‘io ci metto la faccia’, si prende la responsabilità sulla vicenda, io fossi in lui non lo farei, oppure il Pd deve votare».

MARIA ELENA BOSCHI – E prosegue sempre l’articolo citato: «Maria Elena Boschi, allora giovane parlamentare simbolo della rottamazione renziana, ospite di Ballarò, il 16 novembre 2013, disse a proposito del caso Cancellieri: «Questa vicenda mi lascia un senso di tristezza addosso. Il problema non sono le dimissioni di Cancellieri, il problema è che è in gioco la fiducia verso le istituzioni. Io al suo posto mi sarei dimessa (…) ancora una volta si è data l’immagine di un Paese in cui sono delle corsie preferenziali per gli amici degli amici. Oggi abbiamo perso un’altra occasione di fronte ai cittadini».

SERGIO MATTARELLA – Sono passati solo due anni, Renzi e la Boschi sono saldamente al Governo e anche le loro posizioni sono mutate. Ma non è una loro colpa, è la politica che impone certi comportamenti. Del resto nel 2013 la Cancellieri fu difesa a spada tratta dal premier Enrico Letta e dal Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, suo strenuo sostenitore. Adesso anche Renzi e Padoan sostengono la Boschi, ma Renzi – rispetto a Letta – ha la fortuna di non avere contro il Segretario del partito, cioè sé stesso. Mentre Mattarella continua a restare prudentemente nell’ombra.

Tag:, , ,

Paolo Padoin

Paolo Padoin

già Prefetto di Firenze
paolo.padoin@firenzepost.it

Lascia un commento

Time limit is exhausted. Please reload the CAPTCHA.