Prodotto interno lordo a +0,8 a fine 2015 e +1,4% nel 2016. Ma sono cifre più basse di quelle attese

Confindustria: «Il Pil dell’Italia cresce meno del previsto: l’economia non decolla»

di Paolo Padoin - - Economia, Primo piano, Top News

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L'economia italiana, una ripresa lenta e difficile

L’economia italiana, una ripresa lenta e difficile

ROMA – Il Centro studi di Confindustria rivede al ribasso le previsioni per il Pil italiano, stimando che il 2015 chiuda con un +0,8% (rispetto al precedente +1,0% elaborato a settembre) e indicando una crescita dell’1,4% nel 2016 (dal precedente +1,5%) e dell’1,3% nel 2017.

RIPRESA – «Il vero rebus è il mancato decollo dell’economia italiana», si afferma dal Centro studi nell’ultimo rapporto sugli scenari economici, dal titolo «Risalita in cerca di slancio», in cui abbassa le stime per il Pil. In sostanza, dice il Csc, l’Italia è uscita dalla recessione, il Pil è «in recupero», con un incremento nel 2015 che è il primo dopo tre arretramenti annuali consecutivi, «ma meno velocemente di quanto atteso».

PRESTITI – La «fiacca ripartenza del credito alle imprese» rischia di «zavorrare anziché assecondare il rilancio» dell’economia italiana. Si punta il dito contro «la severa selettività del credito bancario». I prestiti erogati alle imprese italiane hanno registrato un calo ad ottobre (-0,4%), dopo essere rimasti fermi a settembre. Il ritmo medio mensile di caduta del credito, nei primi dieci mesi del 2015, è stato pari allo 0,2%, in attenuazione rispetto allo 0,3% nel 2014 e allo 0,5% nel 2013. Lo stock di prestiti, però, è inferiore del 14,2% al picco del settembre 2011 (-130 miliardi).

EVASIONE – L’evasione «blocca lo sviluppo economico e civile»: si stima che in Italia l’evasione fiscale e contributiva ammonti a 122,2 miliardi di euro nel 2015, pari al 7,5% del Pil. Al fisco vengono sottratti quasi 40 miliardi di Iva, 23,4 di Irpef, 5,2 di Ires, 3 di Irap, 16,3 di altre imposte indirette e 34,4 di contributi previdenziali.

OCCUPAZIONE – Non ci sono però soltanto risvolti negativi nell’analisi di Confindustria. L’azione del governo in tema di occupazione ha avuto esiti positivi. Aumentano le persone occupate in Italia, anche grazie agli sgravi contributivi per chi assume e alle norme del Jobs Act. «Le persone occupate in Italia – sostiene Confindustria – dopo essere diminuite di 963 mila unità dal secondo quarto del 2008 all’ultimo del 2013, hanno registrato un recupero nel 2014 (+160 mila tra quarto trimestre 2013 e quarto 2014) che, nonostante la frenata di settembre si è consolidato nel 2015: +160mila tra fine 2014 e terzo trimestre del 2015». Ma questo fattore positivo non può far dimenticare gli altri, estremamente negativi, sottolineati dal Centro studi, che dipinge un paese ancora in difficoltà con scarse prospettive di sviluppo.

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Paolo Padoin

Paolo Padoin

già Prefetto di Firenze
paolo.padoin@firenzepost.it

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