Critiche roventi del sindacato alle cooperative

Commercio: 10.000 addetti alla manifestazione di Milano (1.500 dalla Toscana). Susanna Camusso (Cgil) attacca la Coop

di Camillo Cipriani - - Cronaca, Economia

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Il segretario della Cgil Susanna Camusso

Il segretario della Cgil Susanna Camusso

MILANO – L’adesione allo sciopero tra i lavoratori del commercio è stata superiore in media al 70%: lo riferisce la Fisascat Cisl, secondo cui alla manifestazione unitaria organizzata con Filcams Cgil e Uiltucs a Milano, hanno preso parte oltre 10 mila lavoratrici e lavoratori. Ben 1.500 dalla Toscana. Sono 24 mesi – ricordano i sindacati – che gli oltre 500 mila dipendenti delle imprese della grande distribuzione organizzata aderenti alla Federdistribuzione, del sistema cooperativo e delle aziende commerciali facenti capo alla Confesercenti attendono il rinnovo. Si tratta della seconda giornata di mobilitazione contro lo stallo negoziale in replica alla prima giornata di sciopero del 7 novembre. Resta la contrarietà di Filcams Cgil, Fisascat Cisl e Uiltucs alle proposte di Federdistribuzione: i sindacati non sono disponibili a trattare “sulla pesante riduzione del costo del lavoro avanzata da Ancc Coop, Agci, Cci sul tavolo della distribuzione cooperativa”.

UIL BARBAGALLO – I lavoratori della grande distribuzione sono pronti a fare altri scioperi in assenza di rinnovo del contratto. “O fate il contratto o continueremo” ha detto il leader della Uil, Carmelo Barbagallo. In merito alla possibilità che i supermercati restino aperti utilizzando lavoratori interinali, Barbagallo ha affermato che si tratterebbe di “un attentato allo statuto dei lavoratori”.”Utilizzare altri lavoratori per sostituire quelli in sciopero è anticostituzionale, se lo mettano in testa”.

CGIL CAMUSSO – Il leader della Cgil, Susanna Camusso,  nel corso del suo intervento conclusivo, ha attaccato le Coop per il mancato rinnovo da oltre due anni del contratto dei lavoratori della grande distribuzione. “Dicono ‘la Coop sei tu’ ma chi è questo tu? Dicono che siamo soci ma soci di che cosa, che l’unico fine è il profitto. Ripensino allo slogan”.

 

 

 

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Camillo Cipriani

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