Gli imprenditori assumono solo a termine

Lavoro, la BCE accusa Renzi: l’occupazione in Italia cresce meno della Grecia!

di Ernesto Giusti - - Cronaca, Economia, Lente d'Ingrandimento, Politica

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Sede della Bce

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Siamo vicini al punto di non ritorno. L’occupazione, in Italia, non riparte. Il Paese è vicino alla deriva perché le famiglie stanno esaurendo i risparmi, usati finora per mantenere i giovani senza lavoro. Non a caso arriva la strigliata della BCE al governo di Matteo Renzi: l’occupazione cresce poco in Italia. Severissimo il giudizio della Banca Centrale Europea, guidata da Mario Draghi: anche la Grecia fa meglio dell’Italia. È scritto chiaro nel Bollettino della Bce. Se la ripresa dell’Eurozona ha portato a una crescita generalizzata degli occupati, l’Italia rimane al palo in controtendenza rispetto all’insieme dell’area euro e alle economie più piccole.

Dall’analisi risulta che la Spagna è il Paese che dal secondo trimestre del 2013 ha registrato il maggior aumento (724 mila). In Italia, invece, la cifra è inferiore di quasi sei volte: 127 mila. Inoltre la crescita dell’occupazione riguarda soprattutto i contratti precari mentre nella media dell’Eurozona si è assistito a una tendenza opposta: la crescita riguarda prevalentemente posti a tempo indeterminato. Per quanto riguarda l’andamento economico generale, gli ultimi indicatori «segnalano la prosecuzione di una crescita moderata del Pil nei prossimi mesi».

Che dire? Si tratta dell’ennesimo smacco di un governo che si barcamena sempre dietro alla tipica frase: vorrei ma non posso… Gli imprenditori hanno avuto moltissimo, soprattutto da Renzi, e in particolare negli ultimi tempi, non possono continuare ad assumere a tempo e con stipendi bassi, in certi casi addirittura ridicoli se parametrati al costo della vita. Questo Paese sta esaurendo le sue risorse, soprattutto quelle delle famiglie che qualche risparmio ce l’avevano. Se non riparte l’occupazione vera il rischio della deriva è fortissimo.

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Ernesto Giusti

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