Il testo lunedì al Senato

Legge stabilità 2016, battute finali alla Camera: carta famiglia e alimenti per indigenti. Ma è battaglia sull’Isee

di Paolo Padoin - - Cronaca, Economia, Politica

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La Camera vota

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ROMA – L’iter della legge di stabilità è arrivato alle sue battute finali. Il via libera della Camera è previsto nel giro di poche ore. In ogni caso, il testo arriverà lunedì al Senato per l’approvazione definitiva della manovra. Il governo, come annunciato, ha confermato la decisione di non porre la fiducia sul testo ed ha presentato una serie emendamenti al provvedimento approvato dalla commissione Bilancio di Montecitorio. Ecco tutte le novità dell’ultima ora.

CARTA FAMIGLIA Via libera alla “card” destinata alle famiglie «con almeno tre figli minori a carico» che dà accesso a sconti per l’acquisto di beni e servizi «ovvero a riduzioni tariffarie con soggetti pubblici o privati che intendano contribuire all’iniziative». È quanto prevede un emendamento approvato dall’Aula della Camera. La carta, che avrà valore biennale, sarà rilasciata dai Comuni «previo pagamento degli interi costi di emissione», con criteri e modalità stabilite sulla base dell’Isee con decreto dei ministero del Lavoro di concerto con il Mef e il Mise. La carta famiglia è funzionale «alla fruizione dei biglietti famiglia ed abbonamenti famiglia per servizi di trasporto, culturali, sportivi, ludici, turistici ed altro».

INDIGENTI Arrivano 7 milioni, 2 nel 2016 e 5 nel 2017, per finanziare il fondo perla distribuzione di derrate alimentari alle persone indigenti. Il fondo è previsto da una legge del 2012 e prevede la consegna del cibo a famiglie indigenti attraverso organizzazioni caritatevoli.

ISEE – L’indicatore della situazione economica (l’Isee) considera nei suoi calcoli anche le pensioni di invalidità e le indennità di accompagnamento. Un emendamento, firmato dalla leader di Fratelli d’Italia, Giorgia Meloni, che ne chiede l’esclusione ha fatto accendere il dibattito in aula . A favore i deputati M5s e quelli della Lega, contrario il governo. Il vice ministro dell’Economia, Enrico Morando, che rappresenta il governo durante l’esame della manovra, argomenta: la sede per la riforma dell’Isee non è la Legge di stabilità.

AGGIORNAMENTO: Approvata nella notte fra il 19 e il 20 LinK

 

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Paolo Padoin

Paolo Padoin

già Prefetto di Firenze
paolo.padoin@firenzepost.it

Commenti (3)

  • roberto

    |

    Legge di stabilità! Nuova Carta acquisti per le famiglie con 3 figli e basso reddito dimostrato con i modelli ISEE! ( falsi)
    Ci sono i modelli ISEE con base reddituale certificata da modello UNICO( imprenditori) e da modello 730( loro dipendenti)!
    Tutti gli anni il MEF ci dice che gli imprenditori denunciano redditi minori dei loro dipendenti!
    Indovina indovinello: a chi toccherà la carta acquisti?

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  • Claudio Mazzoccoli

    |

    Concordo con Roberto. Queste discussioni sono semplicemente farsesche. Sembra palese che si tenta di utilizzare argomenti insulsi come Bonus, Eccezioni e Normative particolari invece di procedere ad una Riforma del Sistema Fiscale che attui la Costituzione nei suoi Articoli 2,3 e 53.
    La cosa che dovrebbe rendere sospettosi gli Italiani è il concetto di “Agevolazione” o “Regalia” che si nasconde dietro queste manovre.
    Per Padri e Madri Costituenti non dovrebbe essere così. Furono precisi, quel 23 Maggio del 1947, nell’indicare i punti fermi su cui il sistema fiscale avrebbe dovuto appoggiarsi.
    “Avrebbe dovuto” implica che, per chi conosce quel minimo di storia del nostro paese, nel 1947 l’Italia non aveva NULLA !
    L’Italia, in quel 1947, era uscita da appena due anni dal dramma della seconda guerra mondiale. Dovunque si voltasse lo sguardo si vedevano macerie. Miseria, fame. analfabetismo determinavano urgenze che i Costituenti ben comprendevano. Quello che i Padri Costituenti descrivevano era il sogno che i posteri avrebbero dovuto realizzare attraverso la passione, l’impegno, la laboriosità, l’onestà.
    Nel 1973 tutte queste speranze si sono infrante di fronte ad un patto sociale e politico che possiamo definire senza mezzi termini scellerato
    Osserva infatti l’On. Scoca nella sua relazione del 23 Maggio 1947 “Non è questo il momento più opportuno per attuarla, ma credo necessario che si inserisca nella nostra Costituzione, in luogo del principio enunciato dall’articolo 25 del vecchio Statuto, un principio informato a un criterio più democratico, più aderente alla coscienza della solidarietà sociale e più conforme alla evoluzione delle legislazioni più progredite….”
    Eppure il Legislatore non ha tenuto conto di queste considerazioni.

    E le indicazioni del Costituente che sono state ignorate sono tantissime, ma nessuno ne parla. Perchè ?

    Eccone un’altra “La regola della progressività deve essere effettivamente operante; e perciò nella primitiva formulazione dell’articolo aggiuntivo da me proposto avevo detto che il concorso di tutti alle spese pubbliche deve avvenire in modo che l’onere tributario complessivo gravante su ciascuno risulti informato al criterio della progressività. Ciò significa che la progressione applicata ai tributi sul reddito globale o sul patrimonio dev’esser tale da correggere le iniquità derivanti dagli altri tributi, ed in particolare da quelli sui consumi.”

    Ecco cosa il Costituente indica a proposito della Capacità Contributiva

    Di esse la prima è la Capacità Contributiva , citata nel comma 1 dell’Articolo 53 come base per l’imposta sul reddito. Su questo argomento riteniamo che la parola spetti a chi a questa parte della Costituzione ha dato forma., in particolare all’On Salvatore Scoca, Relatore per l’Articolo 53 all’Assemblea Costituente;
    (On. Scoca. Relatore Ass. Costituente, 23/05/1947) “…Non si può negare che il cittadino, prima di essere chiamato a corrispondere una quota parte della sua ricchezza allo Stato, per la soddisfazione dei bisogni pubblici, deve soddisfare i bisogni elementari di vita suoi propri e di coloro ai quali, per obbligo morale e giuridico, deve provvedere”

    Da questo principio vengono poi derivati due importanti obblighi per il legislatore ordinario, anche questi evidentemente disattesi dal sistema tributario attuale.

    Il primo: “Da ciò discende la necessità della esclusione dei redditi minimi dalla imposizione; minimi che lo Stato ha interesse a tenere sufficientemente elevati, per consentire il miglioramento delle condizioni di vita delle classi meno abbienti, che contribuisce al miglioramento morale e fisico delle stesse ed in definitiva anche all’aumento della loro capacità produttiva”

    Il secondo: “Da ciò discende pure che debbono essere tenuti in opportuna considerazione i carichi di famiglia del contribuente”

    La conclusione è molto importante: “Sono, questi, aspetti caratteristici di quella capacità contributiva, che la formulazione concordata dell’articolo aggiuntivo pone a base della imposizione……
    E i loro importi devono essere utilizzati per misurare gli imponibili nella loro consistenza effettiva”.

    Spero basti questo a indicare quanto insulse siano le proposte che in questo momento sono sul piatto

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  • roberto

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    La battaglia sul modello ISEE è gattopardesca!
    Tutti sanno che, essendo essi a base reddituale e data la colossale evasione fiscale,sono falsi!!
    E’ più facile che una esenzione la ottenga un modello ISEE presentando un reddito con modello UNICO rispetto ad un modello 730!
    Quindi NO ai modelli ISEE!
    SI alla fiscalità generale come disegnata dall’articolo 53 della Costituzione!

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