Insieme a Francia, Gran Bretagna e Stati Uniti

Terrorismo, Libia: dopo la risoluzione Onu anche l’Italia in azione contro l’Isis

di Paolo Padoin - - Cronaca, Politica

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aerei

NEW YORK – L’antivigilia di Natale la risoluzione del Consiglio di Sicurezza dell’Onu ha riconosciuto l’accordo firmato in Marocco per creare un governo d’unità nazionale, e ha sollecitato i paesi membri a usare tutti i mezzi a loro disposizione per aiutare il nuovo esecutivo a combattere i terroristi e contrastare il traffico di esseri umani. Commentando questa circostanza Ibrahim Dabbashi, ambasciatore libico all’Onu, ha affermato: «Italia, Francia, Gran Bretagna e Stati Uniti stanno preparando raid aerei per colpire le basi dell’Isis a Sirte. Credo che appena le condizioni politiche lo consentiranno, entreranno in azione».

La risoluzione, scritta dalla Gran Bretagna e approvata all’unanimità, può rappresentare una svolta per la Libia, perché va anche oltre le aspettative e include il consenso della Russia. Il testo approva l’accordo firmato il 17 dicembre a Skhirat alla presenza dell’inviato dell’Onu Martin Kobler, e appoggia il comunicato di Roma emerso dalla conferenza del 13 dicembre. Quindi chiede di «sostenere in pieno» il lavoro di Kobler, e lavorare con le autorità libiche per «costruire le capacità» del nuovo esecutivo.

«Un importante passo verso la stabilizzazione del paese» ha sottolineato il ministro degli Esteri Paolo Gentiloni, che ha puntualizzato il «ruolo determinante» svolto dall’Italia, a cominciare dalla Conferenza di Roma. «Il Consiglio di Sicurezza – dice il paragrafo 6 della risoluzione – sollecita tutti gli stati membri a rispondere urgentemente alle richieste di assistenza da parte del governo», e quindi a varare la missione di pace che l’Italia ambisce a guidare. I passaggi chiave, però, sono il 12 e il 15. Il paragrafo 12 sprona tutti i paesi ad «assistere rapidamente il governo nel rispondere alle minacce alla sicurezza libica, e appoggiarlo attivamente per sconfiggere l’Isis, Ansar al Sharia, e altri individui o gruppi associati con Al Qaeda». Il paragrafo 15 invece sollecita la cooperazione contro il traffico di esseri umani «nelle acque territoriali della Libia e in alto mare».

 

 

 

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Paolo Padoin

Paolo Padoin

già Prefetto di Firenze
paolo.padoin@firenzepost.it

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