Toscana stabile: -510 occupati

Italia, posti di lavoro: dal 2008 ne sono stati persi 650 mila. Nel 2015 lieve ripresa dell’occupazione

di Camillo Cipriani - - Cronaca, Economia

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ROMA – La crisi ha bruciato 656.911 posti di lavoro tra il 2008 e il 2015 e ha colpito soprattutto il Sud e le Isole (-486 mila occupati). Lo rivela una ricerca del Centro studi ImpresaLavoro, realizzata su elaborazione di dati Istat. Al Nord il calo è stato di 249 mila occupati, mentre il Centro (grazie ai 116 mila posti di lavoro in più registrati in Lazio) fa segnare un dato in controtendenza: +78 mila.

REGIONI – Poche regioni italiane hanno oggi livelli occupazionali vicini a quelli fatti segnare prima della crisi. A essere sopra i livelli del 2008 ci sono due regioni: oltre al Lazio, infatti, solo il Trentino Alto Adige ha visto in questi anni aumentare il numero dei propri occupati (+20 mila). La Toscana è quasi in pareggio (- 510). In termini percentuali ad aver risentito maggiormente della crisi è stata la Calabria, dove sono andati in fumo il 14,83% dei posti di lavoro. A seguire il Molise (-10,52%) e la Sicilia (-10,22%). La Toscana registra solo un (- 0,03%).

RECUPERO – L’ultimo anno però ha confermato il trend di recupero dell’occupazione iniziato nel 2014. I dati al terzo trimestre 2015 fanno segnare complessivamente un aumento di 154 mila occupati su base annua, con una composizione per regione della nuova occupazione che questa volta sembra premiare il Sud del Paese. In valori assoluti la regione in cui si sono creati più nuovi posti di lavoro è la Puglia (+38 mila), seguita dalla Toscana (+23 mila), dalla Sicilia (+19 mila) e dalla Sardegna (+18 mila). Rimane drammatica la situazione della Calabria che nei primi nove mesi del 2015 perde ulteriori 13 mila posti di lavoro, rimanendo la regione italiana più colpita dalla crisi dell’occupazione in questi anni e l’unica tra quelle del sud a non registrare alcuni segnale di ripresa. Al nord crescono sensibilmente Liguria (+12 mila) e Lombardia (+8 mila occupati), mentre arretra il Veneto che perde 10 mila posti di lavoro nel solo 2015.

«La ripresa in atto è debole e rischia di non tradursi in un sensibile recupero dei posti di lavoro che si sono persi dal 2008 ad oggi», osserva il presidente del Centro studi ImpesaLavoro, Massimo Blasoni.

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Camillo Cipriani

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