I segretari generali sul piede di guerra

Statali e pensioni: i primi nodi del 2016 per il Governo. Sindacati pronti allo sciopero

di Paolo Padoin - - Cronaca

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I tre segretari confederali

I tre segretari confederali

ROMA – Pensioni, e riforma della contrattazione: sono i principali temi su cui si concentrerà  l’azione di Cgil, Cisl e Uil già dai prossimi giorni. Dagli esecutivi dei sindacati confederali potrebbero arrivare i primi problemi del 2016 per Matteo Renzi. Le spine per il premier si chiamano contratti pubblici e pensioni.

STATALI – Sugli statali il premier e il suo esecutivo rischiano di incassare il primo sciopero dell’anno. Tre milioni di lavoratori pubblici attendono un contratto dopo più di sei anni di blocco, dichiarato illegittimo da una sentenza della Consulta. Il pubblico impiego e la scuola hanno manifestato a Roma sabato 28 novembre per un contratto dignitoso. Il Governo offre aumenti mensili di circa 5 euro a fronte di una richiesta di 150 euro. I sindacati hanno già avvertito Renzi: la prossima iniziativa non sarà di sabato. Negli esecutivi unitari di gennaio, ha fatto intendere il leader della Uil, Carmelo Barbagallo, si potrebbero decidere iniziative di protesta più incisive, compreso lo sciopero generale, la cui piattaforma rivendicativa potrebbe contenere anche richieste in tema di previdenza

PENSIONI – Sulle pensioni, le confederazioni sindacali sfidano il presidente del consiglio, sollecitandolo a passare dalle parole ai fatti. Dopo i ripetuti annunci dell’esecutivo nel corso del 2015 per rendere più flessibile l’uscita dal lavoro e rimediare agli errori della riforma Fornero, che però sono rimasti lettera morta, ora Cgil, Cisl e Uil sono intenzionati a dare battaglia.La vertenza con il Governo è stata aperta il 17 dicembre con le assemblee convocate a Torino, Firenze e Bari. La richiesta dei sindacati è di rendere flessibili le pensioni per liberare posti di lavoro per i giovani.

SINDACATI – Dalle tre città è arrivato l’ultimatum: risposte entro gennaio o sarà proclamato lo sciopero. Per il segretario generale della Cisl, Annamaria Furlan, ormai non è più tempo degli annunci e delle proposte fumose. Intanto, per la Cgil di Susanna Camusso il 2016 dovrà essere l’anno di svolta per un rinnovamento radicale del diritto del lavoro, mortificato dal Jobs act e da una riduzione delle tutele dei lavoratori. Il direttivo di metà dicembre ha votato un testo di disegno di legge di iniziativa popolare che sarà ora sottoposto al giudizio dei lavoratori. La Cgil propone di far diventare legge una carta dei diritti universali del lavoro che sostituisca le attuali normative.

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Paolo Padoin

Paolo Padoin

già Prefetto di Firenze
paolo.padoin@firenzepost.it

Commenti (1)

  • roberto

    |

    I sindacati devono ricordare che ammettendo leggi che permettono l’elusione e l’evasione fiscale e contributiva non possono pretendere i diritti sociali collettivi tra i quali quello pensionistico!
    Infatti a maggiori richieste di diritti sociali si oppongono dinieghi a maggiori doveri sociali.
    Applicando le norme Costituzionali dell’articolo 2 in cui si richiedono gli adempimenti dei doveri inderogabili per la solidarietà sociale etc etc, dell’articolo 3 in cui la repubblica rimuove gli ostacoli di ordine economico e sociale che,limitando di fatto la libertà e l’uguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana etc.etc, e l”articolo 53 per cui ” tutti,compresi gli stranieri delle multinazionali e delle SPA, concorrono alle spese pubbliche in ragione della loro capacità contributiva e con il criterio della progressività” si evita sia l’elusione che l’evasione e potremo riportare l’età pensionabile intorno ai 62/63 anni!

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