Il club rossoblù ha rotto gli indugi

Fiorentina: sabato 2 gennaio (ore 14,30) allenamento a porte aperte al Franchi. Il Genoa chiede Pepito Rossi. Gonzalo: siamo da scudetto

di Ernesto Giusti - - Primo piano, Sport

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La carica di Gonzalo Rodriguez

La carica di Gonzalo Rodriguez

FIRENZE –  Cominciamo con le notizie di mercato. La Fiorentina starebbe cercando di stringere con il Benfica per Lisandro Lopez. La contropartita Mario Suarez sarebbe interessante per il club lusitano. Ma sta creando interesse l’anticipazione di Sky sport, secondo la quale il Genoa avrebbe presentato ai viola una richiesta ufficiale di prestito, da gennaio, per Pepito Rossi. Intanto domani 2 gennaio riprenderanno gli allenamenti e Paulo Sousa ha annunciato una seduta a porte aperte per le 14,30, al Franchi. Sarà l’occasione, annunciata di tifosi della curva Fiesole per fare gli auguri al tecnico e alla squadra, attesa il 6 gennaio, alla ripresa del campionato, dalla trasferta a Palermo. Una trasferta da coronare con i tre punti per restare i vertici della classifica.

Intanto Gonzalo Rodríguez, intervistato da Premium Sport, fa sapere che la Fiorentina ci crede davvero nella corsa per lo scudetto. Ecco le sue parole: “Questo l’anno giusto? Sono tutti giusti per vincere, certo quest’anno siamo forti e il sogno è concreto”.

Il difensore argentino non ci sta a prediligere la qualificazione Champions al tentativo di vincere lo scudetto perchè “è ancora presto per fissare degli obiettivi, dobbiamo ragionare partita dopo partita. In passato siamo stati vicini a vincere qualcosa: sappiamo che dobbiamo lavorare e per questo dobbiamo fare un passo alla volta”. Del
resto il miracolo Fiorentina parte da lontano, dal “primo giorno di ritiro: ho visto subito la voglia di fare bene e di lottare per qualcosa di importante che aveva questa squadra. Poi, la prima partita vinta contro il Milan ci ha fatto prendere coscienza del fatto che eravamo forti”. Grandi meriti vanno riconosciuti a Paulo Sousa (“Di Montella in questa Fiorentina e’ rimasto lo stile di gioco: lui quando è arrivato è partito da zero. Sousa ha continuato con quell’idea e ci ha messo un po’ piu’ di grinta, specialmente nel modo di difendere”) ma anche la società è stata brava ad allestire
una squadra competitiva. “Kalinic mi ha stupito tantissimo, è arrivato qui quasi come uno sconosciuto, con grande umiltà: lavora sodo per la squadra ed è anche un grande bomber. Rossi per me tornerà quello di prima: è la prima volta che trova un po’ di continuità dopo gli infortuni e a volte in queste situazioni è piu’ difficile a livello mentale che fisico, ma con il lavoro tornerà come
prima. Bernardeschi ha talento ma e’ un ragazzo tranquillo, sa che deve ancora lavorare per migliorare.Tatarusanu? Gli scettici non possono dire più nulla di lui, ha salvato tante
partite”.

Per quanto riguarda il campionato, Gonzalo sostiene che “non meritavamo di perdere
con Napoli, Juventus e Roma, perchè avevamo giocato bene. Forse rispetto a loro ci manca di chiudere le partite, abbiamo la tendenza a offendere sempre, è il nostro modo di giocare.
Nella partita contro l’Inter, invece, abbiamo acquisito la consapevolezza di poter lottare fino alla fine. I nerazzurri sono in testa con merito: danno l’impressione di saper fare quello che devono ed è anche merito dell’allenatore. Poi c’è la Juve: non è mai stata fuori dai giochi perché ha l’abitudine  a lottare. Assieme al Napoli è la squadra piu’ forte. Dybala? Puo’ diventare un fuoriclasse, ma non come Messi. I migliori attaccanti? Higuain, fortissimo, ma anche l’attacco della Roma. I difensori? Dico Chiellini, ma anche qui è difficile scegliere: ce ne sono tanti, anche nella Fiorentina“.

Per quanto riguarda il rinnovo e la fascia di capitano, Gonzalo si dice contento “di aver prolungato fino al 2017, è la dimostrazione della fiducia della società e per me vale come un premio. Portare la fascia è orgoglio e responsabilità, ma per me è un dettaglio: l’importante è aiutare la squadra. Da noi ci sono 4-5 giocatori che, pur non portando la fascia, sono dei leader fondamentali per lo
spogliatoio. Chiudere la carriera qui? Sono legatissimo a questa squadra e a questa città. Nel calcio non si sa mai, ma la gente sa quanto sia tifoso del San Lorenzo de Almagro, la squadra di Papa Francesco, e un giorno mi piacerebbe tornare a casa”.

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Ernesto Giusti

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