In Europa e nel mondo esistono regole

Politica: solo i parlamentari italiani non hanno limiti nel ricevere regali

di Camillo Cipriani - - Cronaca, Economia, Politica

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regalo

ROMA – La casta non rinuncia ai privilegi: ancora regali senza limiti per i deputati. Il Parlamento italiano è l’unico in Occidente a non avere una regolamentazione per i cadeaux che gli eletti possono accettare. A differenza di Palazzo Chigi, alla Camera un limite ai regali ancora non è previsto, così come gli onorevoli non sono tenuti a dichiarare cosa ricevono e da chi.

REGOLAMENTO – A fine 2014 la Giunta del Regolamento della Camera ha cominciato a discutere delle modifiche da apporre al Regolamento di Montecitorio, tematica tornata poi all’ordine del giorno a luglio scorso. Negli ultimi mesi sono state depositate a Montecitorio tre diverse proposte tutte finalizzate a introdurre un codice etico per i parlamentari. Se uno di questi progetti verrà approvato, dal prossimo Natale anche ai regali per i nostri deputati sarà imposto un tetto di 150 euro.

Ma cosa avviene negli altri Paesi?

UNIONE EUROPEA
A Bruxelles il problema è stato risolto dal 2011, con l’approvazione del Codice di condotta dei deputati al Parlamento europeo. Tutti i doni di valore superiore a 150 euro devono essere rifiutati. Fanno eccezione quei pensieri ricevuti dal deputato nelle vesti di rappresentate ufficiale del Parlamento, che però vanno consegnati al presidente dell’assemblea.

FRANCIA
Per prevenire ogni possibile conflitto di interessi, nel 2011 l’Assemblea Nazionale ha approvato un codice di condotta per gli eletti. Particolarità tutta francese: il Parlamento ha istituito la figura del «deontologo». È una carica indipendente, votata a maggioranza qualificata dall’ufficio di presidenza, a cui ogni parlamentare ha l’obbligo di dichiarare i regali ricevuti se di valore superiore ai 150 euro.

GRAN BRETAGNA
I parlamentari devono dichiarare «i doni e l’ospitalità» di cui si è beneficiato in ragione del proprio mandato, se di valore superiore all’1% dell’indennità

USA
Le regole della Camera dei Rappresentanti sono contenute nel Code of Official Conduct. I regali non possono essere mai accettati se a farli è un lobbista registrato. Per il resto i parlamentari possono ricevere solo i doni di valore inferiore a 50 dollari. Anche i senatori americani devono sottostare alle stesse regole.

DIPENDENTI PUBBLICI – I nostri parlamentari sono privilegiati anche rispetto ai pubblici dipendenti, per i quali le nuove regole introdotte dal DPR 16 aprile 2013, n. 62, Codice di comportamento dei dipendenti pubblici, prevedono che questi ultimi non possano più accettare compensi o altre utilità  di importo superiore a 150 euro. Il ministero dell’Economia, in occasione delle festività di Natale del 2014, aveva diffuso una circolare, firmata dal capo di gabinetto del ministro Padoan, che «vieta» di «ricevere regali o altre utilità, al di fuori di quelli di modico valore». I regali di valore maggiore – precisa la circolare – «dovranno essere messi subito a disposizione dell’amministrazione per la restituzione o la loro devoluzione a fini istituzionali» che richiama a questo dovere anche le Società e gli enti vigilati, chiedendo di adottare «misure analoghe per il proprio personale».

Quindi statali e impiegati degli enti pubblici tirano la cinghia anche per le regalie, mentre gli unici che bisbocciano ancora sono i politici, che non rinunciano neppure ai più ridotti privilegi di cui godono. E su questi anche il rottamatore, inflessibile con i oensionati e gli statali, nicchia ed esita a intervenire.

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Camillo Cipriani

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