L'alibi del fidanzato

Firenze, americana uccisa: Ashley ha aperto la porta all’assassino. Sparito il cellulare

di Redazione - - Cronaca, Primo piano

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Ashley Olsen è stata uccisa nella sua casa di San Frediano, nell'Oltrarno a Firenze

Ashley Olsen è stata uccisa nella sua casa di San Frediano, nell’Oltrarno a Firenze

FIRENZE – Il cellulare di Ashley Olsen, la giovane statunitense di 35 anni trovata strangolata sabato scorso 9 gennaio a Firenze, nell’appartamento di via Santa Monaca (quartiere San Frediano, Oltrarno) è sparito. Durante le prime perquisizioni da parte della scientifica della polizia non ne è stata trovata traccia.

L’AUTOPSIA – E’ stata comunque lei, secondo gli investigatori, a far entrare in casa l’omicida: sulla porta non ci sono segni di scasso. Fin da subito è stata esclusa la rapina. Dal pomeriggio di lunedì 11 gennaio è in corso l’autopsia, che potrebbe durare diverse ore. La morte di Ashley Olsen potrebbe risalire alle prime ore di venerdì 8 gennaio, molto prima del ritrovamento del suo corpo senza vita.

 

caneIL CELLULARE – Il telefono della ragazza risulta staccato da venerdì mattina, l’8 gennaio. La donna è stata vista viva l’ultima volta nella notte fra giovedì e venerdì: era in un locale fiorentino con delle amiche, che sono andate via prima di lei.

IL FIDANZATO – Gli investigatori hanno trovato invece riscontri all’alibi di Federico Fiorentini, il fidanzato di Ashley. L’uomo, 42 anni, pittore, fiorentino, al momento non è quindi un sospettato. Il suo racconto è ritenuto lineare ed è stato riscontrato. Anche alcune testimonianze avrebbero confermato l’alibi di Fiorentini, che ha detto di trovarsi altrove, nel lasso di tempo in cui si ipotizza sia avvenuto l’omicidio.

LA PROPRIETARIA – Terribile il racconto di Claudia Colivicchi, la proprietaria dell’appartamento in cui viveva la 35enne americana. «Ashley era nuda, stesa a terra accanto al divano letto. Era morta, non c’era il minimo dubbio che lo fosse. Ma Federico era come se avesse perso la testa» ha raccontato al settimanale Oggi. La Colivicchi è stata la prima a entrare nell’appartamento, insieme con il proprio fidanzato e con Federico Fiorentini. «Ho aperto la porta e mi sono fermata sul pianerottolo. È entrato solo Federico – ha detto la donna -. Abbiamo sentito un urlo e siamo entrati anche noi. Federico era disperato. S’è buttato su di lei per rianimarla. Non riusciva nemmeno a vedere l’evidenza o quantomeno non riusciva ad accettarla. Il corpo era freddo, ma lui non capiva che non c’era più niente da fare. Ha provato in tutti i modi, prima con la respirazione bocca a bocca poi col massaggio cardiaco».

LA MAMMA – «Il dolore che sto provando è più di quanto io possa sopportare. Sono devastata e non so per quanto ancora possa sopportare. Questo è il peggior tipo di dolore!!» ha scritto su Facebook la mamma di Ashley, Jennifer.

IL BABBO – Il padre della vittima, l’architetto e docente Walter Olsen, si è recato nel pomeriggio di lunedì 11 gennaio davanti alla casa dove è stata trovata uccisa la figlia. Il professor Olsen, accompagnato da alcuni agenti di polizia e da personale del consolato Usa, non è entrato in casa, che è sotto sequestro, ma è rimasto alcuni minuti in raccoglimento, in strada, davanti alla porta dell’edificio e si è anche inginocchiato. Sul gradino sono aumentati i fiori e anche il padre ha appoggiato un mazzo floreale. E’ rimasto in silenzio. Poi dopo circa 5 minuti si è allontanato in direzione di piazza Santo Spirito.

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