L'aula di Montecitorio conclude la prima fase

Riforma costituzionale: oggi, 11 gennaio, voto alla Camera. Poi altre due votazioni di conferma e referendum

di Paolo Padoin - - Cronaca, Politica

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La Camera vota

La Camera vota

ROMA – Oggi, 11 gennaio, la Camera voterà la riforma costituzionale che il premier Matteo Renzi ha definito “la madre di tutte le battaglie”. Un passaggio parlamentare importante perché quello che sarà approvato  è il testo definitivo della riforma sul quale ad ottobre i cittadini saranno chiamati ad esprimersi nel referendum confermativo. E se gli italiani faranno prevalere il “no” Renzi si è detto pronto a “trarne le conseguenze”. Il voto dell’aula di Montecitorio concluderà la prima fase della riforma: infatti la Camera confermerà, senza modifiche, il testo approvato dal Senato il 13 ottobre scorso. A questo punto, secondo quanto prescrive l’articolo 138 della Costituzione, occorreranno due altri brevi passaggi nei due rami del Parlamento, dove però senatori e deputati potranno pronunciarsi con un “sì” o un “no” secchi, senza possibilità di ulteriori emendamenti. I due passaggi avverranno intorno al 20 gennaio in Senato e nella seconda metà di aprile alla Camera.

REFERENDUM – A quel punto, se la riforma non otterrà i due terzi dei consensi in Parlamento, su di essa potrà essere chiesto un referendum. E lo stesso Renzi ha annunciato che a chiederlo saranno proprio i parlamentari del Pd. Una decisione questa che ha spinto i contrari alla riforma a criticare Renzi accusandolo di voler trasformare il referendum in un “plebiscito”. Renzi ha replicato all’accusa: il referendum, ha osservato, “non è un plebiscito”. “Per anni – ha affermato – la classe politica non ha fatto niente. Adesso è arrivato un governo nuovo che ha cercato di realizzare alcune cose. Se sulla madre di queste battaglie, che è la riforma costituzionale, i cittadini non sono d’accordo, hanno tutto il diritto di dirlo ed io ho il dovere di prenderne atto. Non sono un politico vecchia maniera che resta attaccato alla poltrona: io penso che si faccia politica per seguire un ideale”. “Io penso che gli italiani staranno dalla nostra parte, ma – ha concluso – la parola finale ce l’hanno loro e io sono pronto ad assumermi le mie responsabilità”.

COMITATO – Oggi il Comitato per il “No” alle riforme si riunirà anch’esso alla Camera in un’ ampia sala messa a disposizione dalla presidente Laura Boldrini. A intervenire alcuni importanti costituzionalisti che hanno difeso l’attuale bicameralismo perfetto, come Gustavo Zagrebelsy, Stefano Rodotà, Alessandro Pace, Gaetano Azzariti e Gianni Ferrara. Ma nel parterre sono annunciati diverse personalità di spicco come Maurizio Landini, Salvatore Settis, Elena Paciotti, Vittorio Emiliani, Alberto Asor Rosa, Raniero La Valle, Antonio Di Pietro e Antonio Ingroia e i fuoriusciti dal Pd, come Stefano Fassina. Intellettuali che Renzi è pronto a sfidare dando la parola ai cittadini: “decideranno gli italiani”, ha ribadito.

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Paolo Padoin

Paolo Padoin

già Prefetto di Firenze
paolo.padoin@firenzepost.it

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