Primi riscontri

Firenze, americana uccisa: dalle telecamere fisse viene fuori una traccia. Pista privilegiata per le indagini

di Redazione - - Cronaca

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americana uccisaFIRENZE – A differenza delle indiscrezioni del pomeriggio, che parlavano di una telecamera girata, in serata si è venuto a sapere che fondamentali per le indagini sulla morte di Ashley Olsen, l’americana uccisa nella sua casa di via Santa Monaca, si sarebbero rivelate le immagini acquisite dalle telecamere di sorveglianza del centro storico. In particolare proprio quelle vicino all’abitazione della giovane donna, visionate a partire dal pomeriggio di lunedì.

Così starebbe emergendo una pista privilegiata, tra le altre sulle quali gli investigatori continuano comunque a lavorare. Secondo quanto appreso, gli investigatori starebbero seguendo un’ipotesi precisa, poi confermata da successivi riscontri, che tuttavia non esclude le altre piste seguite. Negli ambienti della questura non escludono che nelle prossime ore qualcuno possa essere iscritto sul registro degli indagati.

Ancora non c’è il nulla osta per la sepoltura. Nella tarda mattinata di oggi si è conclusa l’autopsia sul cadavere diretta dalla dottoressa Martina Focardi dell’Istituto di medicina legale di Careggi. Dall’autopsia sono emersi alcuni dettagli importanti, oltre alla conferma della morte per strangolamento: è risultato che l’assassino non ha agito a mani nude ma usando qualcosa della consistenza di un filo, un laccio, una fascetta o una corda. Ma potrebbe essere stato usato anche un cavo elettrico o per il computer.

La Procura ha disposto anche le analisi chimico-tossicologiche sui reperti prelevati durante l’autopsia. I risultati arriveranno tra due settimane. E
intanto gli inquirenti continuano a battere la pista del locale frequentato da Ashley giovedi’ sera: il ‘Montecarla’.

 

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