Venerdì 15 gennaio la chiusura

Firenze, Pitti Uomo 2016: boom di compratori (più 5%). In testa tedeschi, americani e inglesi

di Redazione - - Cronaca

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Pitti Uomo, una sfilata dell'edizione 2015

FIRENZE – Un successo. E una gran boccata d’ossigeno per l’Italia che produce. Ecco i risultati dei primi due giorni di Pitti Uomo, che chiuderà i battenti venerdì 15 gennaio. Le cifre: 23mila compratori (+ 5%), di cui 8.150 esteri (+ 2.5%) e quasi 15mila italiani (+8%): sono i dati di Pitti Uomo registrati oggi alle 12.00 nel terzo giorno di manifestazione, secondo quanto reso noto dall’ufficio stampa. Il forte successo in termini di presenze – che è soprattutto un successo in termini di qualità dei compratori – è trainato dagli aumenti di Germania, Stati Uniti, Gran Bretagna, Francia (che aumenta nei negozi e conferma i numeri delle persone), Giappone, Spagna, Olanda e l’insieme dei paesi del Nord Europa (Svezia, Danimarca, Norvegia e Finlandia), a cui potremmo aggiungere gli ottimi risultati di Irlanda, Islanda e dei paesi baltici.

Allontanandosi un po’ dal nostro continente e dagli Usa, si segnalano Corea, Taiwan, Australia e Messico. Naturalmente in termini assoluti si confermano tra le prime 15 posizioni mercati strategici come Cina e Hong Kong, Russia e Turchia, che però, per motivi diversi ma tutti conosciuti, hanno
fatto vedere leggeri cali rispetto alle ultime edizioni.

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