Gremita la Basilica. La salma tumulata a Soffiano. Il 16 gennaio interrogatorio di garanzia per Cheik Diaw

Firenze: funerali di Ashley. Santo Spirito, quartiere in lacrime. Scortata dai calcianti bianchi

di Domenico Coviello - - Cronaca, Primo piano

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Firenze, il feretro di Ashley Olsen esce dalla Basilica di Santo Spirito, trasportato anche da un calciante bianco

Firenze, il feretro di Ashley Olsen esce dalla Basilica di Santo Spirito, trasportato anche da un calciante bianco

FIRENZE – Santo Spirito, il «suo» quartiere, sotto shock. Nel silenzio ammutolito di chi non può capacitarsi di una folle tragedia. E alla fine applausi a più riprese da parte degli amici e di tanti fiorentini. Così oggi 15 gennaio Firenze, e l’Oltrarno in particolare, hanno salutato il feretro di Ashley Olsen, all’uscita dalla Basilica di Santo Spirito al termine delle esequie.

CALCIANTI – La bara è stata scortata dai calcianti Bianchi, e trasportata a braccio anche da uno di essi, a testimonianza del cordoglio del Calcio Storico Fiorentino, specie quello di Parte Bianca, di cui Ashley era tifosa.

INTERROGATORIO – La Olsen, 35 anni, statunitense, è morta strangolata nella sua casa di via Santa Monaca, fra Santo Spirito e il Carmine, nelle prime ore di venerdì scorso 8 gennaio, appena una settimana fa. Il suo presunto assassino, il senegalese 27enne Cheik Diaw, fermato ieri dalla polizia, ha ammesso almeno parzialmente le sue responsabilità. Ma solo domani, 16 gennaio, si svolgerà a suo carico l’interrogatorio di garanzia, nel carcere di Sollicciano dove è detenuto, di fronte al gip Matteo Zanobini, che dovrà o meno convalidare il fermo. La linea di difesa di Cheik Diaw, assistito dall’avvocato Antonio Voce, si attesterà sull’ipotesi di «omicidio preterintenzionale» perché «lui non voleva ammazzarla».

Firenze, al civico 3 di via Santa Monaca fiori davanti alla casa di Ashley Olsen

Firenze, al civico 3 di via Santa Monaca fiori davanti alla casa di Ashley Olsen

BASILICA GREMITA – Era gremita la Basilica di Santo Spirito durante i funerali. E fuori una folla ha pazientemente atteso l’uscita del feretro. Nella prima fila di panche, la famiglia di Ashley, il padre Walter, la madre Jennifer e l’altra figlia. Accanto a loro il fidanzato, il pittore Federico Fiorentini, con occhiali scuri, che a stento tratteneva le lacrime: è stato a lui a ritrovare Ashley uccisa, sabato 9 gennaio. Molti degli amici americani di Ashley hanno portato un fiore. Sulla bara è stato adagiato un cuscino di rosse rosse assieme ad altri fiori.

NIENTE TELECAMERE – Durante tutta la cerimonia vicino al feretro della sua padrona è rimasto il cane beagle, Scout. In chiesa anche due corone di fiori bianchi, una del sindaco di Firenze Dario Nardella e l’altra della scuola dove insegna Walter Olsen a Firenze, il Florence institute of design. Alla cerimonia ha partecipato in rappresentanza del Comune l’assessore al Welfare Sara Funaro. E non sono state ammesse le telecamere, rimaste fuori, nella piazza, dove si era radunato un folto gruppo di giornalisti, anche di testate americane, e di residenti del quartiere. Ashley Olsen sarà tumulata a Firenze, nel cimitero di Soffiano.

L’OMELIA – Dure le parole del sacerdote che ha celebrato i funerali, monsignor Giovanni Scanavino, vescovo emerito dei Padri Agostiniani. «L’arte con la sua capacità catartica non è bastata ad Ashley in quel groviglio micidiale di alcol e droga – ha scandito il prelato -. La chiesa e il quartiere non sono stati capaci di aiutarla a essere una donna forte contro tutto e contro tutti, la qualità della nostra fede e della nostra umanità è stata insufficiente». «Di fronte a una tragedia come questa – ha aggiunto – dobbiamo chiedere perdono per quello che non abbiamo saputo e potevamo fare, chiediamo perdono anche a nome di Ashley perché possa presentarsi al Signore con cuore contrito». Il vescovo ha parlato di come Ashley veniva vista dai suoi amici «una ragazza sempre gioviale e sorridente». «Speriamo – ha detto – che Ashley possa presentarsi al Signore con questo sorriso». Scanavino ha infine parlato della figura della donna, invocando «rispetto e venerazione per ogni donna».

Firenze, in via Santa Monaca un cartello a pochi metri dall'abitazione in cui è stata uccisa Ashley Olsen

Firenze, in via Santa Monaca un cartello a pochi metri dall’abitazione in cui è stata uccisa Ashley

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Domenico Coviello

Domenico Coviello

Commenti (1)

  • Pierluigi

    |

    Nessuno è capace, e non lo sarà mai, di assicurare alle persone, specie ai giovani, quella vita giosa e pulita alla quale ha fatto riferimento il sacerdote.
    Dara la colpa alla città anche di questo evento, visti i tempi che corrono, ed il permissivismo che la fa da padrone da decenni, mi sembra eccessivo.
    Senza offesa per nessuno.

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