La situazione a Ouagadougou

Burkina Faso: la testimonianza del vescovo di Pinerolo, monsignor Pier Giorgio Debernardi

di Camillo Cipriani - - Cronaca, Economia, Politica

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OUAGADOUGOU – Il vescovo di Pinerolo, monsignor Pier Giorgio Debernardi, che di rientro da un viaggio di cooperazione era alloggiato in un albergo a pochi passi dal luogo dell’attacco, per telefono testimonia: “La situazione è più complessa di quanto sembrava in un primo momento. Per la tv locale i feriti sono 157 e 33 i morti”. “I terroristi hanno colpito anche a Dorì, dove sono rimasti uccisi due gendarmi – riferisce – e altri due a Gibò, sul confine col Mali”.

PAESE – Povero, senza sbocco sul mare, afflitto da siccità e continui colpi di Stato ma capace di convivere con le diverse fedi religiose che ne caratterizzano il suo tessuto sociale: è la fotografia del Burkina Faso, il piccolo Paese nel nordovest dell’Africa teatro del sanguinoso attacco di al Qaida di ieri notte. L’Islam è radicato nel Paese da secoli (tra le popolazioni Marka, Dyula, Fulbe e, dall’era coloniale, tra i Mossi), mentre circa il 6% sono cattolici e altrettanti sono protestanti.

PRESIDENTE – Le elezioni presidenziali, lo scorso novembre, sono state vinte da Roch Marc Christian Kaboré. Primo presidente eletto con voto pienamente democratico nella storia del Paese, Kaboré ha subito affermato che la sua vittoria segna il trionfo di “democrazia e libertà”. Kaboré, 58 anni, ha vinto con oltre il 53% dei voti ponendo fine ad un caotico e sanguinoso periodo di transizione durato più di un anno e si è impegnato a difendere “la giustizia e l’uguaglianza”. Adesso l’attacco terroristico organizzato da Al Qaeda potrebbe rendere più difficile questo progetto.

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Camillo Cipriani

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