E' il trionfo del maschio ... senza età

Firenze, Pitti Uomo chiude con le novità: promosso il gilet. E arriva il piumino coibentato

di Ernesto Giusti - - Cronaca, Economia

Stampa Stampa
Pitti Uomo 89, foto AKAstudio-collective

Pitti Uomo 89, foto AKAstudio-collective

FIRENZE – Chiusura con cifre esaltanti per Pitti Uomo. Ora l’appuntamento al 5 febbraio per Pitti Bimbo. Ma intanto diamo un’occhiata alle novità. Come gli stilisti vedono l’uomo dei nostri giorni? Ed ecco il responso:  tanta la maglieria e promosso di nuovo il gilet. E allora? Ci troviamo davanti un guardaroba maschile che contempla proposte per tutti i gusti, stili e latitudini, dedicato ad un uomo cosmopolita, cittadino del mondo, che sa essere sportivo, elegante e ricercato, secondo le situazioni e le temperature, quello proposto dalle oltre 1200 aziende che hanno partecipato a Pitti Uomo 89, che termina oggi passando il testimone alla settimana di moda maschile a Milano.

E’ stata un’edizione all’insegna dell’abbattimento dei generi, anche sessuali o etnici, come si è visto ieri sulla passerella di Generation Africa, dove i quattro brand emergenti made in Africa hanno proposto uno stile cosmopolita nel rispetto del più classico tailoring, con riferimenti espliciti alle radici della tradizione sartoriale locale. Quello tracciato dal salone fiorentino è un gentleman che ama viaggiare, facendosi scaldare dalla field jacket di Roy Roger’s verde militare con interno in pelliccia di canguro, oppure dall’ Husky (marchio di matrice inglese rilevato da Saverio Moschillo, molto amato dai Windsor) doppiato in cachemire leggerissimo di ultima generazione.

Il nuovo globetrotter ama il comfort tecnologico di capi funzionali, realizzati con tessuti sempre più leggeri e innovativi, dalle performance sempre più alte rispetto alle variazioni di clima. Ma nel suo nuovo guardaroba non può mancare il cappotto, che torna ad essere piccolo, asciutto, in tweed (Paltò) o in cachemire sfoderato (Cucinelli), talvolta imbottito, oppure, al contrario, comodo e avvolgente, a rappresentare un gusto più fashion. Il viaggiatore della nuova stagione e’ un uomo che non fa caso all’età perche’ la travel jacket, realizzata in tessuto anti-goccia, antipiega e antimacchia, arricchita all’interno da pratiche tasche portadocumenti e portaoggetti, va bene per giovanotti rampanti e per uomini maturi. Un capo che si presenta anche ripiegabile in una pratica bustina tanto da occupare uno spazio ridotto in valigia come insegna Paoloni. Mentre Angelo Nardelli 1951 ha trasformato la sua iconica Connemara Jacket in un giaccone impermeabile, antistropiccio e antimacchia.

Non mancano i piumini e i giacconi a cui Herno ad esempio, con la nuova capsule firmata da Pierre Louis Mascia, aggiunge un uso spregiudicato del colore. Invece, in quanto a protezione dal freddo, Moorer ha pensato al progetto Engineering, con un tessuto della fodera ad alto potere coibentante, che a contatto con il corpo amplifica il calore di almeno 5 gradi all’interno di parka, cappotti tecnici e field jackets. Focus sui tessuti caldi dell’abito tinto in capo da L.B.M. 1911 che punta su fustagno, flanella, cachemire, baby alpaca e cammello e su disegnature tratte dal British style, dal check al Principe di Galles. Nel segno della miscellanea dei generi celebrato da Pitti Generation(s) in un mix and match di colori e di fantasie ecco la collezione di Massimo Rebecchi che punta sul jersey lavorato nel nuovo punto Roma, a cui alterna lane anglosassoni fuse con materiali tecnici, per uno sportswear glamour con tagli dinamici. Rebecchi punta sul gessato o sul jaquard per le giacche, sfoderando i motivi della sartoria inglese o eccentrici pois ed effetti ‘bottonati’. I pantaloni hanno tagli slim.

Tag:, , ,

Ernesto Giusti

Ernesto Giusti

Lascia un commento

Time limit is exhausted. Please reload the CAPTCHA.