Il premier annuncia misure contro i cosiddetti fannulloni

Pubblica amministrazione: mercoledì 20 gennaio i decreti attuativi della riforma in Consiglio dei Ministri

di Paolo Padoin - - Cronaca, Economia, Lente d'Ingrandimento, Politica

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Renzi-Madia

Renzi-Madia

ROMA – Continua il lavoro del Governo sul ‘pacchetto Madia’, in tutto dieci decreti attuativi, ed è probabile la discussione nel Cdm della prossima settimana, il 20 gennaio, dopo il voto sulle riforme istituzionali in Senato. Lo annuncia Renzi nella sua enews.

NODI – D’altra parte restano ancora alcuni nodi da scogliere che toccano diversi capitoli, dalla stretta sulle partecipate all’accorpamento della Forestale, passando per il cosiddetto Freedom of information act (Foia), che obbliga le amministrazioni a una completa trasparenza nei confronti dei cittadini.

DECRETI – Il premier Matteo Renzi, ha ricordato che l’obiettivo è “la semplificazione amministrativa”. Si parte col fare ordine nella giungla delle partecipate, su cui si abbatterà una scure che, secondo fonti vicine al dossier, dovrebbe portare come minimo, risultato di una prima tornata di tagli, ad eliminare oltre duemila ‘scatole vuote’.

FANNULLONI – Chi «timbra e se ne va» verrà «licenziato entro 48 ore» e «il dirigente che non procede al licenziamento rischia lui stesso di essere mandato a casa». Renzi annuncia il pugno duro sui furbetti del cartellino, i cosiddetti fannulloni della Pubblica Amministrazione, che però il premier preferisce chiamare «truffatori», ricordando i casi di Sanremo e le recenti cronache di Roma.

NUMERI – Sui numeri c’è però ancora grande incertezza visto che a oggi ogni autorità fa un conto diverso. Il decreto infatti prescrive innanzitutto una ricognizione delle partecipazioni dopo di che niente dovrebbe più sfuggire, visto che ci sarà un ‘cervellone’, un sorta di grande fratello delle società pubbliche, che terrà tutto sotto controllo attraverso un apposito elenco. Il nome ufficiale è ‘Organo di vigilanza delle società a partecipazione pubblica’ e avrà anche poteri di ispezione, ma ancora non è stato deciso se sarà istituito presso il Dipartimento della Funzione Pubblica o al ministero dell’Economia.

SERVIZI LOCALI – Altri aggiustamenti al decreto potrebbero riguardare le tappe in cui si snoderebbe la crisi d’impresa. In combinato disposto con il Testo unico sulle partecipate viaggia quello sui servizi pubblici locali e la questione gira intorno alla privativa comunale sulla gestione rifiuti: una prima bozza ne imponeva l’abolizione a partire dal 2017, ma sembra ci sia stata una marcia indietro. Sempre in tema di rifiuti, la regolazione del settore dovrebbe passare sotto l’Autorità per l’energia, ma anche su questo punto non è detta l’ultima.

FORESTALE – Un altro capitolo delicato riguarda lo scioglimento del Corpo Forestale che passerebbe ai Carabinieri. I sindacati hanno alzato sin dall’inizio la voce, schierandosi contro la “militarizzazione” del corpo e proprio per questo il Governo sta cercando di ricavare spazi in modo da consentire il passaggio, per chi ne fa richiesta, in altri corpi (come Polizia e Guardia di Finanza).

CAMERE COMMERCIO – Il lavoro di limatura prosegue anche per il testo che riforma le Camere di Commercio e qualcosa sta cambiando anche nel provvedimento che introduce il nuovo Codice dell’amministrazione digitale, con l’anticipo al 2018 del domicilio digitale, l’indirizzo elettronico che manderà definitivamente in pensione la ‘vecchia’ cassetta postale. Sono ancora da superare delle resistenze sul fronte trasparenza, dato che con l’arrivo del Foia chiunque potrà chiedere un dato a qualsiasi amministrazione, senza bisogno di motivazioni. La risposta dovrà arrivare entro trenta giorni altrimenti si incorre in sanzioni (in materia sarà competente l’Anac).

PORTI – In dirittura d’arrivo anche il decreto che concretizza il taglio delle autorità portuali, portandole da 24 a 15.

SINDACATI – Intanto i sindacati del pubblico impiego dichiarano ‘guerra’ al Governo, annunciando stop regionali per arrivare a uno sciopero nazionale a primavera. L’obiettivo è ottenere al più presto il rinnovo contrattuale e sul punto Cgil, Cisl e Uil mettono precisi paletti e provvederanno a presentare una proposta unitaria sul nuovo modello di contratto.

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Paolo Padoin

Paolo Padoin

già Prefetto di Firenze
paolo.padoin@firenzepost.it

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