La testimonianza

Attentati in Burkina: il gruppo Shalom a San Miniato. Luciano Campinoti: «Io al caffè Cappuccino la sera prima dell’attacco…»

di Redazione - - Cronaca

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Luciano Campinoti, di San Miniato (foto dal sito web del movimento Shalom)

Luciano Campinoti, di San Miniato (foto dal sito web del movimento Shalom)

SAN MINIATO (PISA) – Sono atterrati con un volo aereo nella mattina di oggi 17 gennaio, all’aeroporto fiorentino di Peretola, don Andrea Cristiani e gli altri volontari del movimento «Shalom» di San Miniato (Pisa), bloccati nello stato africano del Burkina Faso dopo gli attentati terroristici.

Come previsto, in pratica, ma con circa 24 ore di ritardo sul programma. Proprio mentre si recavano all’aeroporto della capitale Ouagadougou, venerdì scorso 15 gennaio, erano rimasti intrappolati, nel momento degli attacchi, e avevano scelto di fare marcia indietro.

Nel paese africano sono rimasti invece altri volontari che alloggiano nella casa del movimento Shalom, a qualche chilometro dall’hotel Splendid e dal caffè Cappuccino teatri degli attacchi.

«Poteva andarci peggio, al Cappuccino ci andavamo spesso, c’ero anche la notte precedente», dice Luciano Campinoti, un tecnico toscano appena rientrato. «Conoscevo bene il proprietario, un calabrese che ha nella capitale anche due panifici». In Burkina Faso Campinoti si occupa del progetto per la realizzazione dei pozzi nei villaggi poveri. «Certo che tornerò – afferma senza esitazione – grazie al nostro lavoro abbiamo fatto 300 pozzi e salvato tante persone, soprattutto bambini. I rischi si mettono nel conto».

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