Da sabato 23 a domenica 7 febbraio

Opera di Firenze: irrompe la Spagna con «El amor brujo» e «Goyescas»

di Roberta Manetti - - Cronaca, Cultura

Stampa Stampa
Goyescas

Una scena di «Goyescas»

FIRENZE – Il secondo dittico che debutta all’Opera di Firenze in questa settimana ha per comune denominatore la Spagna ed è costituito da «El amor brujo», Gitaneria in un atto e due scene di Manuel de Falla con la coreografia di Pastora Imperio e da «Goyescas o Los majos enamorados», opera in un atto e tre tavole di Enrique Granados. L’Orchestra e il Coro del Maggio Musicale Fiorentino saranno diretti da Guillermo García Calvo.

Le due opere hanno anche in comune l’anno in cui sono state portate a termine, il 1915, anche se lo scoppio della Grande Guerra ritardò la prima di «Goyescas», che ebbe luogo solo il 28 gennaio 1916 al Metropolitan di New York. Il successo fu enorme, tanto che Granados venne chiamato dieci volte alla ribalta, ma gli fu fatale. Per contentare il presidente Thomas Woodrow Wilson che lo voleva in concerto alla Casa Bianca, cambiò la prenotazione della nave e fece l’ultimo tratto del viaggio sul Sussex, che fu silurato. Granados annegò nel vano tentativo di salvare la moglie (che, ironia della sorte, si chiamava Amparo, ‘protezione’).

Era un pittore dilettante e, quando in Spagna si festeggiò il centocinquantesimo anniversario della nascita di Francisco Goya, nel 1897, cominciò ad appassionarsi alle opere del pittore. Tra il 1909 e il 1911 scrisse una suite pianistica, «Goyescas», ispirata a due temi cari a Goya, la Spagna popolare e la Madrid dei majos e delle majas (i giovani alla moda della seconda metà del Settecento). Quando l’Opéra di Parigi gli commissionò un’opera, pensò di riutilizzare la sua Suite, orchestrandola, e trasformò le “pitture sonore” in una storia d’amore, gelosia e morte. L’intermezzo tra il primo e il secondo quadro, pagina che è rimasta in repertorio come brano orchestrale, fu invece composto espressamente per l’opera.

«El amor brujo» («L’amore stregone») è una delle opere più famose di Manuel de Falla, che attinge a piene mani alla tradizione musicale del suo Paese evocando con gran vivezza di colori le atmosfere gitane. La storia, ispirata a una leggenda popolare, ha per protagonista la gitana Candela che, abbandonata dall’amato, va in cerca di una strega per averne il classico filtro d’amore che glielo riporti. Non trovandola nel suo antro, si improvvisa strega lei stessa e il sortilegio le riesce. Il fedifrago si materializza nell’antro e la scambia per la strega; lei ne approfitta, dicendogli che la maledizione che gli grava sul capo potrà essere allontanata solo col ritorno all’antico amore; lui, terrificato, promette e deve mantenere, anche quando si accorge che la strega non era altri che Candela. A cantare e a ballare nell’allestimento presentato all’Opera di Firenze sarà la cantante di flamenco Maria Toledo (in prima istanza era stata annunciata Esperanza Fernández).

Opera di Firenze (Piazza Vittorio Gui / Viale Fratelli Rosselli 7)

Sabato 23 gennaio, Martedì 26 gennaio, Martedì 2 febbraio, ore 20
Domenica 7 febbraio, ore 15.30

«El amor brujo». Gitaneria in un atto e due scene. Musica di Manuel de Falla. Coreografia di Pastora Imperio. Libretto di Gregorio Martínez Sierra. Orchestra del Maggio Musicale Fiorentino; direttore Guillermo García Calvo. Cantaora e bailaora: Maria Toledo

«Goyescas» o «Los majos enamorados». Opera in un atto e tre tavole. Musica di Enrique Granados. Libretto di Fernando Periquet y Zuaznabar. Revisione e orchestrazione di Albert Guinovart. Nuovo allestimento in coproduzione col Teatro Regio di Torino e col Teatro San Carlo di Napoli. Orchestra e Coro del Maggio Musicale Fiorentino; direttore Guillermo García Calvo; Maestro del coro Lorenzo Fratini. Regia e scene Andrea De Rosa; costumi Alessandro Ciammarughi; luci Pasquale Mari. Rosario: Giuseppina Piunti –  Fernando: Andeka Gorrotxategi – Paquiro: César San Martin – Pepa: Anna Maria Chiuri – Una voce: Paolo Antognetti

Biglietti da 10 a 50 euro; orari biglietteria e vendita online sul sito dell’Opera di Firenze.

Prima parte: 30 minuti – Intervallo: 30 minuti – Seconda parte: 1 ora

Guida all’ascolto nello Spazio Incontri del Foyer di Galleria 45 minuti prima di ogni spettacolo

Tag:, ,

Lascia un commento

Time limit is exhausted. Please reload the CAPTCHA.