Il 20 gennaio 1978 in via delle Casine

Firenze, terrorismo: il ricordo di Fausto Dionisi, agente di polizia ucciso da un commando di prima linea

di Paolo Padoin - - Cronaca, Top News

Stampa Stampa

IMG_5916

FIRENZE – Questa mattina, 20 gennaio, abbiamo ricordato il 38° anniversario dell’uccisione, da parte dei terroristi di Prima Linea, dell’Agente di Polizia Fausto Dionisi, avvenuto in via delle Casine nel 1978. Erano presenti il Questore, Raffaele Micillo, la vedova, Signora Mariella Magi Dionisi, molte autorità cittadine, provinciali e regionali, fra le quali l’On. Valdo Spini, da sempre vicino alla famiglia dell’agente ucciso, tantissimi colleghi.

Ricordo perfettamente quell’episodio: è passato ormai molto tempo, ero in servizio alla Prefettura di Firenze e arrivò la notizia che un agente della Polizia di Stato, appunto Fausto Dionisi, era stato ucciso durante un fallito tentativo di alcuni militanti di Prima Linea di far evadere alcuni detenuti dal carcere delle Murate. L’intervento della pattuglia della Polizia di Stato scongiurò il fatto, ma nel conflitto a fuoco Dionisi venne ferito a morte dai colpi esplosi dai malviventi. Era sposato con Mariella Magi e aveva una figlia di due anni e mezzo, Jessica, adesso in servizio alla prefettura di Napoli; è stato insignito, alla memoria, della Medaglia d’oro al valor civile e della Medaglia d’oro di vittima del terrorismo.

Uno dei condannati per l’omicidio, con l’imputazione di concorso morale (prevista dalla legislazione del tempo per chi era – o era ritenuto essere – a conoscenza di reati di terrorismo o ne aveva partecipato all’organizzazione) Sergio D’Elia è addirittura approdato Parlamento, dove ha ricoperto l’incarico istituzionale di Segretario della Camera dei Deputati, quale eletto nel partito della Rosa nel Pugno. Per fortuna sta finendo l’epoca nella quale una parte della politica e della «intellighenzia» di sinistra esaltava e celebrava i reduci degli anni di piombo, riservando solo a loro il proscenio e dimenticando le vittime innocenti. Dobbiamo ricordare invece, come facciamo annualmente, chi ha sacrificato la vita per difendere la nostra libertà.

Due le cerimonie: la messa officiata dall’Assistente spirituale della Polizia, don Rosario Palumbo, e la posa della corona di fiori in via delle Casine. Lo spirito di questo ricordo può essere ben sintetizzato da una frase pronunciata, nel corso della messa, dal Presidente della sezione ANPS di Firenze, dottor Sergio Tinti: «Fausto Dionisi è morto per amore. Amore per la libertà e per la giustizia: è morto perché il nostro Stato viva».

Tag:, ,

Paolo Padoin

Paolo Padoin

già Prefetto di Firenze
paolo.padoin@firenzepost.it

Lascia un commento

Time limit is exhausted. Please reload the CAPTCHA.