Già 8 Paesi hanno rimesso sotto controllo le frontiere

Immigrazione: anche la Germania chiede lo stop di Schengen per due anni. Ma Renzi è contrario

di Paolo Padoin - - Cronaca, Economia, Politica

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La cancelliera tedesca Angela Merkel

La cancelliera tedesca Angela Merkel

ROMA «Fermare Schengen per due anni», è la richiesta che arriva dalla Germania e che viene presa in considerazione dell’Unione europea. La libera circolazione è già bloccata in sei Paesi. E ora Berlino guida il fronte di chi propone una chiusura temporanea delle frontiere. La Commissione europea ha fatto sapere che in caso di «minaccia sistemica e persistente» si può proporre l`attivazione della misura che prevede controlli alle frontiere interne fino a due anni. Il premier Renzi è contrario : “Si metterebbe a rischio l’idea stessa d’Europa, ma non dipende dal governo italiano. Noi riteniamo che sia giusto mantenere forte il controllo alle frontiere”.

BERLINO – Berlino (con Danimarca e Austria) guida invece il fronte dei favorevoli. E mentre l`Italia rischia l`isolamento territoriale, Matteo Renzi toma a parlare del braccio di ferro con l`Europa e annuncia: «Juncker e Merkel si sono arrabbiati sulla Turchia. Noi dovremmo dare 200-250 min, ho detto bene ma ho chiesto che i soldi per l`immigrazione siano liberati dal patto si stabilità anche per l`Italia. Se viene riconosciutao lo 0,2 della clausola dei migranti bene, domani mattina firmiamo» per i tre miliardi alla Turchia.

DUBLINO – Il dilemma resta però la revisione di Dublino, i continui arrivi dalla rotta balcanica e la mancata revisione del Trattato, con un`equa distribuzione dei migranti tra i 28, anima la fronda del Nord, Germania in testa, che i controlli alle frontiere li ha già  ripristinati. Lunedì 25 gennaio i ministri degli interni, nell`incontro informale ad Amsterdam, dovranno chiarire quale futuro spetti all`Europa. Ma l`incontro decisivo, tra i capi di Stato e di governo, sarà a febbraio.

CONTROLLI – Infatti 6 Paesi,  Germania, Austria, Croazia, Francia, Svezia, Danimarca, i controlli alle frontiere li hanno già ripristinati. A maggio, la Germania – e a seguire altri Paesi – esaurirà il periodo massimo per i controlli consentito dagli articoli 23 e 25. Il nodo è proprio la revisione del Trattato, voluto da Germania e Italia contro la fronda del Nord-est. L`accordo non si trova e, nelle more, i paesi che sottoposti a maggiore pressione di arrivi, in base alla scelta della rotta balcanica da parte dei migranti, hanno già optato per una sospensione di Schengen. Il premier britannico Cameron si è scagliato contro la revisione di Dublino che scardini il principio dell’onere di asilo per i Paesi di primo ingresso.

FRANCIA – Il premier francese Valls avverte che la crisi migratoria sta mettendo in grave pericolo l’Unione europea. Oltre un milione di migranti, la maggior parte rifugiati, sono arrivati in Europa lo scorso anno «ma non possiamo accogliere tutte le persone in fuga dalle guerre, altrimenti le nostre società saranno completamente destabilizzate.  Non è Schengen a essere rischio, ma il concetto stesso di Europa. Dobbiamo attuare misure urgenti per controllare le sue frontiere esterne. Se l’Europa non è in grado di proteggere i propri confini, è l’idea stessa di Europa, che sarà messa in discussione».

Come si vede la situazione in Europa è complessa, perché ciascuno Stato vuole salvaguardarsi da un incontrollato ingresso di migranti. Se la Commissione non riuscirà a far passare e a far rispettare il criterio di ridistribuzione dei profughi nei vari Paesi in base ai criteri già definiti (essenzialmente popolazione e Pil), gli Stati d’ingresso (Grecia e Italia in primis) saranno condannati a sopportare le pesanti conseguenze sociali ed economiche dell’invasione sempre maggiore delle migrazioni in atto. E dovranno adottare anch’essi misure autonome per non essere sopraffatti.

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Paolo Padoin

Paolo Padoin

già Prefetto di Firenze
paolo.padoin@firenzepost.it

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