Per il personale docente e amministrativo

Pensioni, scuola: slitta al 26 gennaio il termine per presentare domanda di cessazione dal servizio

di Camillo Cipriani - - Cronaca, Economia

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ROMA – Il personale docente ed educativo, amministrativo ed ausiliario della scuola avrà tempo sino al 26 gennaio per presentare istanza di cessazione dal servizio. Lo comunica in una nota pubblicata sul portale istanze online il Ministero dell’Istruzione. Si sposta quindi di quattro giorni il termine ultimo per presentare la domanda di cessazione dal servizio per quei lavoratori che intendono andare in pensione dal 1° settembre 2016, avendo maturato i requisiti anagrafici e contributivi previsti dalla normativa vigente. Ulteriori notizie sul sito pensionioggi.it  che ha pubblicato anche la tabella soprastante.

La data del 26 gennaio deve essere rispettata anche per presentare istanza di trattenimento in servizio per raggiungere il requisito contributivo minimo per l’accesso alla pensione di vecchiaia (20 anni di contributi) oppure per revocare le istanze presentate in precedenza. Il termine per la presentazione della domanda di cessazione dal servizio dei dirigenti scolastici resta al 28 Febbraio 2016 come dispone l’articolo 12 del contratto collettivo nazionale di lavoro per l’Area V della dirigenza stipulato il 15 luglio 2010.

La domanda di cessazione dal servizio deve essere presentata esclusivamente tramite l’applicativo Polis “Istanze Online” disponibile sul sito internet del ministero dell’istruzione. Al personale in servizio all’estero è consentito presentare l’istanza anche con modalità cartacea.

I requisiti di pensionamento. La domanda di cessazione può essere presentata dal personale in possesso di 42 anni e 10 mesi di anzianità di servizio (41 anni e 10 mesi le donne) senza poter operare alcun arrotondamento oppure 66 anni e 7 mesi di età unitamente a 20 anni di servizio entro il 31 dicembre 2016.  Potranno fare domanda per il collocamento in pensione naturalmente anche tutti i docenti e personale Ata, sia maschile che femminile, che alla data del 31 dicembre 2011 avevano maturato un diritto a pensione o di anzianità (cioè la vecchia quota 96 con sessanta anni di età e 36 di contribuzione oppure sessantuno anni di età e 35 anni di contribuzione; o 40 anni di contributi indipendentemente dall’età anagrafica), o di vecchiaia (in particolare le donne in possesso di 61 anni di età e 20 anni di contributi al 31 dicembre 2011).

Resta invece confermato il termine del 15 febbraio 2016 per la presentazione delle domande di cessazione del personale femminile che intende fruire dell’opzione donna, canale d’uscita che, com’è noto, è stato oggetto di una proroga con la recente legge di stabilità. E pertanto è stato concesso loro dal Miur un termine più ampio di alcuni giorni per decidere. Interessate dalla misura sono quelle lavoratrici della scuola in possesso di 57 anni e 3 mesi unitamente a 35 anni di contributi al 31 dicembre 2015.

 

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Camillo Cipriani

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