Mercoledì 27 gennaio, con replica mercoledì 3 febbraio

Firenze, Giorno della Memoria: al Teatro Goldoni «L’imperatore di Atlantide», scritto in campo di concentramento

di Roberta Manetti - - Cronaca, Cultura

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Il compositore e pianista Viktor Ullmann (1898-1944)

FIRENZE – Al Teatro Goldoni si solennizza il Giorno della Memoria rappresentando l’opera «L’imperatore di Atlantide», che Viktor Ullmann scrisse nel 1943 durante la prigionia nel campo di Terezín. Lo spettacolo vede debuttare ufficialmente i giovani cantanti allievi della neonata Accademia del Maggio Musicale Fiorentino. L’Orchestra Giovanile Italiana è diretta da Roberto Misto.

Il campo di Terezín (in tedesco Theresienstadt) accoglieva una nutrita compagine di intellettuali mitteleuropei e abbondava di pittori, scrittori, musicisti; da lì venivano smistati negli altri campi e questa fu anche la sorte del compositore Ullmann, ebreo di origini slesiane, che morì ad Auschwitz il 18 ottobre 1944. A Terezín aveva orchestrato la partitura tenendo conto dei cantanti e degli orchestrali presenti nel campo di concentramento; l’opera, che prevede sette voci e tredici strumenti (alcuni dei quali non convenzionali, come il banjo e l’armonium), non andò mai in scena, perché fu bloccata durante le prove dalla censura che vide nel protagonista, l’Imperatore Overall, una caricatura di Hitler. Con Ullmann morirono quasi tutti i musicisti che avrebbero dovuto mettere in scena l’opera. Dal 28 settembre al 28 ottobre 1944 da Theresienstadt partirono undici treni che portarono a morire ad Auschwitz ben 18.402 persone.

L’Accademia del Maggio Musicale Fiorentino è nata da pochi mesi con l’intento di emulare il Centro di avviamento lirico di Firenze, dove fra il 1937 al 1950 si formarono alcuni dei grandissimi nomi della lirica (Fedora Barbieri, Ferruccio Tagliavini, Franco Corelli, Rolando Panerai, Gino Bechi…). Seleziona giovani già a uno stadio avanzato di competenze tecniche e cerca di affinarne soprattutto le doti interpretative; all’uopo i cantanti vengono sottoposti a corsi intensivi per la durata grosso modo di un anno accademico (hanno perfino il supporto di uno psicologo) e, dopo il debutto con «L’imperatore di Atlantide», si produrranno in alcuni spettacoli in teatro, prima che i corsi abbiano termine, a luglio. Dopo «L’imperatore di Atlantide», li ascolteremo in «Hänsel e Gretel» di Engelbert Humperdinck (dal 5 marzo) e in «L’italiana in Algeri» di Rossini (dal 15 marzo).

Teatro Goldoni (via Santa Maria 15, Firenze)

Mercoledì 27 gennaio e mercoledì 3 febbraio, ore 20

«Der Kaiser von Atlantis oder Die Tod-Verweigerung» («L’imperatore di Atlantide ovvero Il rifiuto della morte»). Leggenda in 4 scene. Musica di Viktor Ullmann. Libretto di Franz Peter Kien. Orchestra Giovanile Italiana diretta da Roberto Misto. Regia Pier Paolo Pacini da un’idea originale di Yehezkel Yerushalmi. In collaborazione con la Scuola di Musica di Fiesole

L’Imperatore: Byongick Cho / Matteo Loi (3/2)
L’altoparlante: Daniele Terenzi
La morte: Dario Shikhmiri
Arlecchino: Patrick Kabongo Mubenga
Un soldato: Qianming Dou
Bubikopf, un soldato: Gioia Crepaldi / Eunhee Kim (3/2)
Il tamburo: Ana Victoria Pitts / Veta Pilipenko (3/2)
Voce recitante: Roberto Gioffrè

Posto unico euro 15; orari bighlietteria e vendita online sul sito dell’Opera di Firenze

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