Pubblico non è più un tabù

Immobili e terreni della Regione Toscana, Enrico Rossi: «Mettiamo in vendita beni per 650 milioni»

di Redazione - - Cronaca, Economia, Politica

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Firenze, l'ex sanatorio Banti

Firenze, l’ex sanatorio Banti

FIRENZE – «Procederemo a una chiamata per verificare se c’è interesse ad acquistare l’ampio patrimonio immobiliare inutilizzato di cui disponiamo. Stiamo parlando di un valore di 500 milioni di euro per la parte sanitaria e di 150 milioni per quella di proprietà della Regione».

Così, martedì 26 gennaio, il presidente della Toscana, Enrico Rossi, ha illustrato il progetto discusso in giunta regionale. «Non ci guida l’esigenza di ripianare un bilancio che è in pareggio  -ha spiegato ai cronisti in conferenza stampa -, ma il buon senso del buon padre di famiglia che decide di alienare i beni inutilizzati e in qualche caso degradati. Utilizzeremo l’eventuale ricavato per investire nella sanità, nell’assetto idrogeologico, in opere pubbliche, in cultura».

Fra i beni che Regione Toscana ha deciso di alienare ci sono anche il Banti e il Luzzi, strutture che sulle colline di Firenze hanno per molti anni accolto le persone: l’ex sanatorio Banti, appunto, e l’ex ospedale Luzzi. Ma anche, fra gli altri, le monumentali Villa La Quiete e Villa Fabbricotti a Firenze, l’antico ospedale del Ceppo a Pistoia, risalente al 1277, o l’ex ospedale psichiatrico di Lucca.

Secondo Rossi «Non sarà facile alienare tutto questo patrimonio, ma iniziamo un percorso che ci consentirà di raggiungere due obiettivi: aumentare gli investimenti e far sì che questo patrimonio non vada perduto e non si deteriori come in alcuni casi è già accaduto. In un paio di mesi contiamo di predisporre le carte. Poi intendiamo discutere con i Comuni della destinazione d’uso degli immobili».

 

 

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