Lo sparatore si è poi costituito. Avrebbe agito per vendetta

Carrara: maresciallo dei carabinieri ucciso a colpi di pistola sulla porta di casa

di Redazione - - Cronaca, Primo piano, Top News

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carabinieri follonicaCARRARA – Un carabiniere, un maresciallo di 47 anni, è stato ucciso nella mattina di mercoledì 27 gennaio sulla porta della sua abitazione a Carrara, nel centro storico, non lontano dall’ospedale cittadino.

Lo sparatore prima si è dato alla fuga armato e poi si è costituito alla caserma dei carabinieri di Massa. Sul posto, oltre al personale medico del 118, si sono immediatamente recate numerose pattuglie dei carabinieri.

Secondo le prime informazioni il killer avrebbe suonato alla porta dell’abitazione del militare, sposato con due figli, e avrebbe fatto fuoco appena lui è apparso sul pianerottolo.

Aggiornamento delle 11,15

Il carabiniere ucciso si chiamava Antonio Taibi ed aveva 47 anni. Il sottufficiale aveva il grado di maresciallo aiutante. Il militare lascia la moglie e due figli, di 16  e 21 anni. Il fermato è Roberto Vignozzi, 72 anni, un postino in pensione di Carrara. L’ipotesi investigativa sarebbe quella di un omicidio commesso per una vendetta per i guai giudiziari passati dai figli del Vignozzi.

Aggiornamento delle 14,00

«Ha rovinato i miei figli»: questa, secondo quanto appreso la spiegazione che Roberto Vignozzi, 72 anni, che ha ucciso il maresciallo dei carabinieri Antonio Taibi a Carrara, ha dato del suo gesto quando si è costituito. Almeno uno dei due figli di Vignozzi avrebbe avuto problemi giudiziari probabilmente in seguito alle indagini del sottufficiale ucciso. L’omicida si sarebbe fatto aprire la porta dalla stessa vittima. Ha citofonato all’appartamento del sottufficiale, stamani verso le 7.30 con una scusa, senza dire la sua vera identità. Taibi, che vive al terzo piano dello stabile, sarebbe
sceso al piano terra e, aperta la porta, si è trovato di fronte Vignozzi che ha fatto fuoco con la pistola che aveva in pugno.

Aggiornamento delle 14.56

Il premier Matteo Renzi ha chiamato il comandante generale dell’Arma dei carabinieri Tullio Del Sette per esprimere il profondo cordoglio e la vicinanza del governo per la morte del maresciallo Antonio Taibi.

Aggiornamento ore 18.37

I due figli di Roberto Vignozzi, l’uomo che si è costituito dicendo di essere l’omicida del maresciallo dei carabinieri Antonio Taibi a Carrara, sono stati condannati ieri, 26 gennaio, a un anno di reclusione dal tribunale di Massa in un processo in cui erano entrambi imputati per reati relativi alla droga. Anche il procuratore di Massa Aldo Giubilaro ha confermato che il movente dell’omicidio potrebbe proprio risiedere nella vicenda giudiziaria dei due figli del 72enne, poiché il maresciallo Taibi in passato si era occupato delle indagini sui due giovani. Uno dei due, tra l’altro, è soprannominato «Diabolik» ed è coinvolto nelle indagini su alcune rapine compiute da un uomo con il volto coperto da un passamontagna nero che lasciava scoperti solo gli occhi.

Il Comandante Generale dell’Arma dei Carabinieri Tullio Del Sette ha voluto incontrare la vedova del maresciallo Taibi. E’ arrivato poco dopo le 17 in elicottero all’ospedale Versilia di Lido di Camaiore e si è recato all’obitorio dove ha reso omaggio al militare ucciso. Qui ha incontrato anche la vedova e i figli esprimendo loro il proprio cordoglio. All’obitorio dell’ospedale Versilia sono attesi anche i genitori del maresciallo ucciso, in arrivo dalla Sicilia.

«Tutta la Toscana è in lutto per la morte del maresciallo Antonio Taibi» ha dichiarato il presidente della Regione, Enrico Rossi. Il governatore ha reso noto che la Regione sosterrà la famiglia del carabiniere anche concretamente, utilizzando il fondo di solidarietà riservato alle vittime del lavoro (legge regionale 57 del 2008).

 

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