Sistema alternativo per scambi fra imprese

Eurocredito: moneta virtuale in soccorso delle piccole e medie imprese

di Camillo Cipriani - - Cronaca, Economia

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euro

TORINO – In tempi di credito difficile per le piccole e medie imprese è nata una nuova forma di pagamento e di scambio soprattutto a livello di quei soggetti economici, come le Pmi, che hanno un accesso difficile al credito. Qualcuno ha pensato così di creare un sistema alternativo, che si basa sull’eurocredito, ovvero una sorta di moneta virtuale complementare avente lo stesso valore della moneta unica europea. Che permette di pagare le forniture attraverso la vendita dei prodotti, utilizzando una valuta complementare (gli EuroCrediti) come unità ponte tra ciò che vendi e ciò che acquisti.

EUROCREDITI – Gli EuroCrediti hanno corso legale solo tra gli aderenti del network e non sono convertibili in denaro contante. È importante perciò rimarcare il concetto di moneta complementare, ovvero quello strumento di scambio che non ha valore legale ma che viene accettato da chi vi aderisce alla stregua di una tessera associativa e ha valore soltanto all’interno di questo ambito.

BUSINESS – Questo modello di business, nato per iniziativa dell’imprenditore Cristiano Bilucaglia ed elaborato da VisioTrade Spa, ha permesso di realizzare anche in Italia un volume d’affari pari oltre 130 milioni di euro in moneta equivalente: un Pil altrimenti non pensabile data la scarsità totale di denaro liquido, e ha salvato dalla crisi oltre 3.000 imprese che nella moneta complementare hanno trovato il partner giusto per poter continuare l’attività produttiva, che sarebbe cessata per mancanza di finanziamenti e liquidità. Risparmiando liquidità alla fonte e garantendosi così molteplici altri fondamentali vantaggi, tra cui lo sviluppo della circolazione delle merci, lo smaltimento dei magazzini e la regolarità contributiva nei confronti dello Stato.

LEGGE – Le difficoltà dell’economia e del sistema bancario fanno sì che questo sistema alternativo prenda sempre più piede, tanto che l’iniziativa ha fornito lo spunto per la norma sul baratto amministrativo presente all’interno del Decreto “Sblocca Italia” del Governo Renzi, e per la realizzazione del testo della prima proposta di legge italiana sul tema della moneta complementare, ancora in discussione al Parlamento.

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Camillo Cipriani

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