Non decisivi i voti contrari di Ala (16) e Fare (2)

Governo: respinta dal Senato la mozione di sfiducia con 178 no e 101 si. Vuoti in Forza Italia

di Redazione - - Cronaca, Politica

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Aula senato

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ROMA – La mozione di sfiducia di Fi nei confronti del Governo è stata respinta con 178 voti e quelli di Ala (16 su 18 del gruppo) e Fare (2 su 3) non sono stati determinanti, visto che i voti a sostegno della sfiducia sono stati solo 101. Il dato più vistoso nella bocciatura delle due mozioni di sfiducia al governo da parte del Senato, è sicuramente l’assenza in aula di numerosi deputati delle opposizioni, soprattutto di Fi, che non hanno quindi sostenuto nemmeno la mozione presentata dal loro gruppo. Assenze che hanno reso ininfluente i voti dei senatori di Ala e di Fare!, che comunque hanno votato contro le mozioni di sfiducia, compiendo sul piano politico un ulteriore passo di avvicinamento alla maggioranza.

Nei manuali di diritto parlamentare e di scienze politiche si spiega che fanno parte della maggioranza i gruppi che votano la fiducia al governo. Oggi Ala, il gruppo che fa capo a Denis Verdini, e Fare!, il Movimento di Flavio Tosi che conta tre senatrici, non hanno compiuto questo passo ma hanno votato contro una mozione di sfiducia presentata da altri gruppi, una di Fi-Lega ed una di M5s. Ma l’avvicinamento politico verso il governo, specie di Ala, è stato reso evidente dalla dichiarazione di voto di Manuela Repetti, che ha messo in guardia il centrodestra dalla “delegittimazione permanente dell’avversario”, la stessa subita da Berlusconi. “Oggi il centrodestra vuole ripetere lo stesso schema di delegittimazione – ha detto -, sebbene la sinistra sia cambiata. Ma non possiamo fare certo finta che il PD con l’arrivo del prima segretario e ora presidente Renzi non sia cambiato!”.

Non ha meravigliato il non voto di Barnabò Bocca o Riccardo Villari, che avevano votato per le riforme, ma quelle di parlamentari come Niccolò Ghedini o Nitto Palma, presenti nel Palazzo hanno colpito. E vuoti si sono notati negli altri gruppi di centrodestra (Lega, Gal, Conservatori), M5s e Sel. Visto l’andamento del primo voto, nella chiama sulla mozione di M5s, i numeri si sono abbassati da ambo le parti, ma soprattutto nelle opposizioni. Per esempio all’ex presidente Giorgio Napolitano non è stato chiesto di rimanere per esprimere il suo “no”. La sfiducia ha ottenuto solo 84 voti, mentre contro (e a favore del governo, quindi) si sono espressi 174 senatori. Nelle dichiarazioni di voto, notando le assenze tra i banchi delle opposizioni, il capogruppo del Pd Luigi Zanda aveva attaccato parlando di “crisi” delle opposizioni: “Subiscono scissioni piccole, grandi e grandissime; da un partito ne nascono quattro; perdono senatori a decine, ma su tutto questo non c’è mai una loro riflessione pubblica, una parola di ripensamento, qualche domanda e qualche risposta.

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