Ma si studia il recupero con altri balzelli

Tasse: via la marca da bollo sul passaporto e i 16 euro sul diploma di laurea. Nuovo sistema per pagare l’Iva

di Camillo Cipriani - - Cronaca, Economia, Politica, Primo piano, Top News

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bollo

ROMA – In arrivo un decreto per eliminare una decina di tasse, che danno poco gettito e molto disturbo. In cima alla lista delle varie imposte, ci sono la marca da bollo di 73,50 euro per il rilascio del passaporto e la tassa di 16 euro per il rilascio del diploma di laurea. Si giudica che il costo per il contribuente sia sproporzionato rispetto a quanto lo Stato ricava da queste tasse. Ma a quanto pare si sta già cercando di recuperare il mancato gettito su un altro balzello. Allo studio del governo c’è anche un provvedimento che dal 2017 indicherà ai contribuenti di comunicare telematicamente all’Agenzia, con cadenza mensile o trimestrale, le fatture emesse e gli importi. Al tempo stesso sarà messo a disposizione di chi paga l’Iva un software gratuito che consentirà di compilare la fattura elettronica on line.

In attesa della concretizzazione di queste promesse, la realtà continua ad essere quella dell’aumento delle imposte. A dispetto di quanto afferma il governo che la pressione fiscale scenderà, i contribuenti hanno verificare con lo stipendio del primo mese del 2016 che l’Irpef – in molti casi – è cresciuta. Come si ricorderà Renzi aveva promesso che le Regioni non avrebbero potuto aumentare l’aliquota a fronte dell’abolizione della Tasi sull’abitazione principale.

In effetti la legge di Stabilità prevede che per il 2016 non possano essere ritoccate al rialzo le aliquote, ma il 2016 è indicato come anno di competenza. Le addizionali vengono prelevate l’anno successivo a quello a cui si riferiscono. Perciò nel 2016 si applicano ancora le aliquote definite l’anno scorso quando alcuni Comuni e Regioni decisero un aumento. Tra quelle che deliberarono incrementi importanti ci sono il Lazio, l’Emilia Romagna, il Piemonte e la Liguria, non la Toscana. Che hanno pensato bene di stangare i redditi medio alti, ovvero quelli superiori a 35mila euro di imponibile annuo. Coloro che si trovano al di sotto di questa soglia non avranno sgradite sorprese. Per questi ultimi il prelievo resta sostanzialmente uguale. L’addizionale Irpef per il Lazio, ad esempio, è salita al 3,33%  per coloro che hanno un reddito annuo di oltre 35mila euro.

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Camillo Cipriani

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