Lutto cittadino

Carrara, migliaia di cittadini ai funerali del maresciallo dei carabinieri ucciso

di Redazione - - Cronaca

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Carrara, i funerali del maresciallo dei carabinieri Antonio Taibi

Carrara, i funerali del maresciallo dei carabinieri Antonio Taibi

CARRARA – Era gremito, nel pomeriggio di venerdì 29 gennaio, il Duomo di Carrara. Tutta la città ha voluto dare l’ultimo saluto al maresciallo dei carabinieri Antonio Taibi, 47 anni, ucciso mercoledì mattina, 27 gennaio, davanti alla porta di casa, da un colpo di pistola sparato da un padre, Roberto Vignozzi, che voleva – così ha detto dopo essersi costituito -, vendicare i suoi due figli.

Migliaia le persone che si sono recate fin dalla mattina alla camera ardente. La città è rimasta deserta, il sindaco Angelo Zubbani ha proclamato il lutto cittadino; le saracinesche dei negozi sono state abbassate e le attività hanno riaperto soltanto dopo i funerali solenni che si sono svolti alle 16.30.

Accanto al feretro, i familiari del maresciallo, gli anziani genitori, arrivati da Palermo mercoledì sera, la moglie Maria Vittoria Mari e i due figli Carlo e Gianni, 17 e 14 anni. La moglie del maresciallo, distrutta dal dolore, è stata sempre sorretta dal tenente della compagnia carabinieri di Massa, Rosa Sciarrone.

Alle esequie hanno partecipato, insieme a migliaia di cittadini, anche molte autorità, tra cui i ministri della Difesa Roberta Pinotti e dell’Interno Angelino Alfano che hanno assistito alla messa celebrata dal cappellano militare Santo Marcianò, insieme al vescovo della diocesi di Massa Carrara e Pontremoli Giovanni Santucci e da don Raffaello Piagentini, parroco del Duomo di Carrara.

«Le vie del signore non sempre sono comprensibili per noi umani» ha detto il cappellano militare nella sua omelia. «Antonio è stato un albero grande e forte, nato da un granello di senape; un uomo fondato su un coraggio sereno, autentico e sicuro». Hanno preso parte alle esequie anche il comandante generale dell’Arma dei carabinieri, Tullio Del Sette e il capo di Stato maggiore della Difesa, il generale Claudio Graziano.

All’uscita del feretro dalla chiesa, sotto una pioggia battente, sono stati ancora resi gli onori al maresciallo Taibi, tra lacrime, spade alzate, un silenzio quasi irreale nonostante la folla sul sagrato. «Un dolore indicibile – ha detto il ministro Pinotti – una moglie privata del marito e due ragazzi a cui è stato tolto il padre troppo presto; un carabiniere con la sola colpa di aver fatto il proprio dovere per servire la patria; un dolore indicibile che era giusto fossi qui stasera a testimoniare».

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