Ogni bambino deve avere una mamma e un babbo

Family day: a Roma, Circo Massimo, oltre un milione di persone. Per dire no alle unioni civili

di Camillo Cipriani - - Cronaca, Politica

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ROMA – Oggi è il giorno del Family Day, la manifestazione contro il ddl Cirinnà sulle unioni civili.
L’appuntamento è alle 14 a Roma al Circo Massimo (il raduno inizierà alle 12), dove gli organizzatori contano di radunare almeno un milione di persone per condizionare il voto del Parlamento sul disegno di legge. E’ il terzo Family Day, dopo quello del 12 maggio 2007 che bloccò i “Dico” del governo Prodi e la manifestazione del 20 giugno 2015 convocata in quel caso, in particolare, per “il diritto di mamma e papà ad educare i figli e fermare la ‘colonizzazione ideologica’ della teoria Gender nelle scuole”. Entrambi gli eventi si sono tenuti a Roma in piazza San Giovanni, mentre oggi ci si sposta al Circo Massimo, un luogo più grande e adatto a contenere le centinaia di migliaia di partecipanti che secondo gli organizzatori sono in arrivo nella Capitale da tutta Italia.

PARTECIPANTI – Gli organizzatori si aspettano un successo,  contando soprattutto su una numerosa partecipazione dei movimenti cattolici, realtà laiche vicine alle loro istanze e rappresentanti di confessioni religiose non cattoliche. La mobilitazione è nata dal basso, spiazzando anche alcuni ambienti della Chiesa, il cui appoggio questa volta sembra comunque più determinato rispetto al 2015.

CEI – Il presidente della CEI Angelo Bagnasco ha definito la manifestazione “condivisibile” e dalle finalità “assolutamente necessarie”, mentre il Papa, davanti ai giudici della Rota romana ha ricordato, non casualmente a pochi giorni dall’evento, che “non può esserci confusione tra la famiglia voluta da Dio e ogni altro tipo di unione”.

CIRCO MASSIMO – Al Circo Massimo sarà allestito un palco sul  lato corto (lato Bocca della Verità), con tre maxi schermi. L’accesso è consentito dalle 12, l’inizio è previsto per le 14 con l’esecuzione dell’Inno nazionale. Inframmezzati da contributi video e letture di Chesterton, Tolkien e Lewis, si susseguiranno alcuni interventi di ospiti stranieri (confermata la presenza di Jennifer Lahl, la leader americana della battaglia contro l’utero in affitto), esperienze di esponenti di movimenti pro-family stranieri sulle battaglie in corso contro il matrimonio gay ed esperienze di famiglie. Concluderà, per le 16, l’intervento del neurochirurgo Massimo Gandolfini, presidente del comitato “Difendiamo i nostri figli” e organizzatore della manifestazione.

STEPCHILD ADOPTION – Tra  le questioni più contestate contenute nel ddl c’è l’estensione alle coppie omosessuali della possibilità di accedere alla cosiddetta “stepchild adoption” (l’adozione del figliastro, ovvero l’adozione del figlio biologico o adottivo di uno dei due partner da parte dell’altro, che di fatto diventa il secondo genitore). Non si potrà comunque concedere per i minori che hanno già entrambi i genitori legalmente riconosciuti, anche se separati: per questo i contrari al ddl sostengono che estendere questa possibilità alle coppie gay significhi di fatto incentivare per le coppie di uomini la pratica dell’utero in affitto (possibile all’estero in Stati Uniti, Canada, Sud Est Asiatico, India) e della fecondazione eterologa per una coppia di donne.

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Camillo Cipriani

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