Al quarto scrutinio

Quirinale: Sergio Mattarella, un anno fa (31 gennaio 2015), veniva eletto Presidente della Repubblica

di Camillo Cipriani - - Cronaca, Politica

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Elezioni Mattarella

ROMA – E’ già passato un anno dall’elezione al Quirinale di Sergio Mattarella da parte del Parlamento in seduta comune che il 31 gennaio 2015 lo ha eletto al quarto scrutinio con 665 voti, poco meno dei due terzi dell’assemblea elettiva. Un anno e non sembra. E questo è già un obiettivo raggiunto per un presidente della Repubblica come Sergio
Mattarella. Uno con il quale la lunga stagione – 9 anni – di “re Giorgio” è stata definitivamente archiviata. Uno che della discrezione ha fatto da subito la cifra del suo settennato: in dodici mesi mai uno strappo, mai un tono più alto, si fa fatica a ricordare una polemica. Perchè non c’è stata. Discrezione, ma al tempo  stesso estrema attenzione.

Questo sforzo di affrontare le questioni  più complicate senza dare fiato agli estremismi o alle polemiche è un impegno costante per Mattarella. Sul tema difficile dell’immigrazione – in un anno dominato dalla paura del terrorismo fondamentalista – il Capo dello Stato ha prima gettato acqua sul fuoco, ricordando il dovere della solidarietà, ma ha anche dato spazio al senso comune sottolineando che bisogna sempre distinguere tra immigrati e  richiedenti asilo. Inoltre, ha aggiunto recentemente, gli immigrati che sbagliano e delinquono devono essere puniti ed  espulsi.

Non è mancato, nel primo anno da Capo dello Stato di Mattarella, un richiamo alla magistratura perchè sia la prima a difendere la propria indipendenza rifuggendo dai protagonismi. Nei discorsi pubblici il Capo dello Stato ha scelto di privilegiare gli argomenti più vicini al vissuto quotidiano delle persone: la crisi, il lavoro, la paura del terrorismo, l’affidabilità del sistema bancario, le problematiche dell’immigrazione, l’ambiente, la lotta alla criminalità.

Ha aperto il Quirinale ai cittadini: un’apertura quasi completa al pubblico del Palazzo, iniziative culturali ed artistiche per rendere l’antica dimora dei Papi davvero la “casa degli italiani”. Poi lo snellimento della macchina quirinalizia e il taglio di molti costi, a cominciare dagli alloggi di servizio con una drastica riduzione dei circa sessanta inquilini residenti in appartamenti vicino al Colle. E ancora: niente voli di Stato per i suoi spostamenti privati. La fiducia nel Capo dello Stato – certificata all’unisono dagli ultimi sondaggi – supera il 50% e doppia quasi quella nel premier Matteo Renzi. Gli italiani evidentemente apprezzano la discrezione e l’assenza di intromissioni che, a differenza di quanto avveniva ai tempi di ‘Re Giorgio’, caratterizzano lo stile di questa presidenza.

Camillo Cipriani

Camillo Cipriani

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