In rianimazione a Cisanello

Pisa, Teatro Lux: sempre gravissimo il giovane attore rimasto strangolato in scena

di Redazione - - Cronaca

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raphael schumacher

Raphael Schumacher, 27 anni, l’attore rimasto strangolato

PISA – Rimangono ancora molto gravi, nella mattina di lunedì 1 febbraio, le condizioni di Raphael Schumacher, l’attore lombardo di 27 anni rimasto strangolato in scena, mentre raffigurava un’impiccagione, durante uno spettacolo teatrale che si è svolto sabato sera 30 gennaio al Teatro Lux di Pisa.

Il giovane è ricoverato in coma dalla notte fra sabato e domenica nel reparto di rianimazione dell’ospedale di Cisanello dove è giunto già privo di conoscenza.

Stamani gli inquirenti proseguiranno gli interrogatori delle persone informate sui fatti per ricostruire nei minimi dettagli quanto accaduto. L’ipotesi che convincerebbe di più gli investigatori sarebbe quella di un tragico incidente durante la rappresentazione teatrale. Per questo si vuole verificare se siano state rispettate tutte le prescrizioni previste dalla normativa sulla sicurezza nei luoghi di lavoro.

AGGIORNAMENTO ORE 15.24

«Abbiamo aperto un fascicolo per lesioni colpose contro ignoti e stiamo anche valutando gli aspetti relativi alla sicurezza nei luoghi di lavoro» hanno dichiarato il procuratore Alessandro Crini e il sostituto Giancarlo Dominijanni. «Allo stato non ci sono indagati – hanno aggiunto i magistrati – e stiamo ancora incrociando le testimonianze per ricostruire l’esatta dinamica dei fatti». Dominijanni ha poi spiegato quanto risulta dalle prime testimonianze: «L’attore doveva recitare un monologo di pochi minuti incentrato sulle difficoltà dell’esistenza di un quindicenne che si concludeva con la simulazione di un’impiccagione. Il testo prevedeva un’interazione con lo spettatore e Schumacher, prima del tragico evento, lo aveva rappresentato senza problemi poco prima concludendolo appoggiando la testa dentro il cappio».

Dal finale della prima rappresentazione all’inizio della replica con la seconda spettatrice, cioè la giovane neodottoressa che si è accorta di quanto accaduto, ha ricostruito la procura, «sono trascorsi non più di 4-5 minuti, ma quando lei è arrivata davanti all’attore lui era appeso alla corda, tremante, e già in stato di incoscienza».

«Le uniche certezze che abbiamo – ha aggiunto Crini – riguardano le attuali condizioni del giovane: i danni cerebrali che ha subito sono compatibili con l’impiccagione e lo strangolamento ma non riconducibili a un eventuale malore che potrebbe averne provocato uno scivolamento e il successivo strangolamento con la corda». Per questo sarà necessario, hanno concluso i magistrati, «risentire la giovane testimone e approfondire con lei alcuni aspetti relativi al ritrovamento del corpo: ciò ci servirà almeno a ricostruire i tempi, visto che nell’intervallo tra la prima e la seconda rappresentazione l’attore è certamente rimasto da solo: l’indagine è solo all’inizio ed è presto per trarre conclusioni».

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