La polemica corre sul filo Roma-Bruxelles

UE-Renzi: nuovo scontro. Il premier: noi salviamo vite umane, alla flessibilità penseremo a primavera

di Paolo Padoin - - Cronaca, Economia, Politica

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Margaritis Schinas

Margaritis Schinas

BRUXELLES – Il portavoce dell’esecutivo europeo, Margaritis Schinas, risponde indirettamente alle richieste del nostro premier Matteo Renzi, affermando che la Commissione aveva già chiarito «a dicembre» che i contributi nazionali al fondo di 3 mld di euro per la Turchia «non vengono tenuti in conto nel calcolo del deficit ai fini del Patto di stabilità e crescita». Ha ricordato infatti che tale dizione era contenuta «nella nota della Commissione inserita negli accordi» tra i 28 quando è stato raggiunto l’accordo al vertice di dicembre.

La questione interessa l’Italia molto da vicino, tanto che è stata nelle ultime settimane al centro degli scontri verbali Roma-Bruxelles, con Renzi che collegava il contributo italiano al Fondo per la Turchia con il riconoscimento – da parte dell’esecutivo comunitario – della flessibilità richiesta dal nostro Governo.

Il portavoce della Commissione ha tenuto a separare i due piani, ricordando che gli accordi su Ankara sono già stati presi e non hanno nulla a che vedere con le richieste italiane sui conti. Il contributo da 281 milioni (la quota che tocca all’Italia, ndr) al fondo straordinario è già fuori dal computo” del deficit. Per quanto riguarda i nostri conti, invece, Bruxelles ricorda che le decisioni sulla richiesta di flessibilità per fronteggiare le uscite legate ai migranti verranno prese a “primavera, caso per caso ed ex post, sulla base delle spese fatte”. Su questo secondo versante, Roma chiede una maggiore possibilità di spesa pari allo 0,2% del Pil, circa tre miliardi di euro.

RENZI – Immediata la replica piccata di Renzi: «A questo punto noi daremo il nostro contributo alla Turchia per salvare esseri umani. E faremo ogni sforzo per salvare vite umane nel Mediterraneo: abbiamo salvato migliaia di vite mentre l’Europa si girava dall’altra parte. Continueremo a farlo, perché prima del patto di stabilità c’è un patto di umanità. Che noi non rinnegheremo mai. Se poi vogliono aprire una procedura contro l’Italia, facciano pure: noi andiamo avanti. Per noi Europa significa valori e ideali, non polemiche da professionisti dello zero virgola».

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Paolo Padoin

Paolo Padoin

già Prefetto di Firenze
paolo.padoin@firenzepost.it

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