Il rapporto della società France Strategie

Unione europea, area Schengen: costerebbe 110 miliardi ripristinare i controlli alle frontiere. Con il crollo di commercio e turismo

di Paolo Padoin - - Cronaca, Economia, Politica

Stampa Stampa

schengen

PARIGI – Il ristabilimento delle frontiere in seno allo spazio Schengen costerebbe ai Paesi che ne fanno parte 110 miliardi di euro. Sono le stime contenute in un rapporto della società di consulenza francese France Strategie, dipendente dal governo, secondo cui la conseguente caduta del turismo e del commercio costerebbe all’Europa lo 0,8% della ricchezza nell’arco di 10 anni. Solo per la Francia il costo sarebbe tra un miliardo e i 2 all’anno nel breve periodo e fino a 10 miliardi nel lungo. Nel breve periodo i più colpiti da questa misura sarebbero evidentemente i turisti che provengono da Paesi vicini o che visitano più paesi d’Europa, i lavoratori frontalieri e il traffico di merci.

A lungo termine, la generalizzazione dei controlli permanenti di frontiera equivarrebbe a una tassa del 3% sugli scambi dei Paesi nell’area, che si tradurrebbe in una diminuzione strutturale negli scambi tra il 10 e il 20%. Dei 26 Paesi dell’area Schengen, sei – tra i quali la Germania- hanno reinserito controlli temporanei alle frontiera per tentare di frenare l’enorme afflusso di turisti. Nel medio e lungo periodo, il prolungamento dei controlli alle frontiere provocherebbe anche una diminuzione dei flussi di scambio commerciali e finanziari

Tag:, ,

Paolo Padoin

Paolo Padoin

già Prefetto di Firenze
paolo.padoin@firenzepost.it

Lascia un commento

Time limit is exhausted. Please reload the CAPTCHA.