il previsto calo del debito pubblico segnerà una svolta per il Paese

Economia, il ministro Padoan: contro la speculazione decreto unico sulle banche. Soluzione per il Monte dei Paschi di Siena

di Camillo Cipriani - - Cronaca, Economia, Politica

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Il ministro Pier Carlo Padoan

Il ministro Pier Carlo Padoan

ROMA – Il ritorno dello spread a quota 150 punti comporta l’accelerazione delle misure sulle banche con un decreto unico. Già domani, mercoledì 10 febbraio, sarà sul tavolo del Consiglio dei ministri. Il Ministro Padoan è preoccupato per i conti delle banche, che restano comunque gravati da 200 miliardi di euro di prestiti in sofferenza. Di qui l’urgenza del varo dell’operazione bad bank per alleggerire i bilanci dei colossi del credito.

SPECULAZIONE – Ma è soprattutto inquieto perché si teme che l’Italia torni nel mirino della speculazione che nel 2012 aveva colpito duramente Piazza Affari e soprattutto i nostri titoli di Stato, facendo lievitare a dismisura il costo degli interessi sull’indebitamento pubblico. Lo spread tornato a quota 150, e i crolli delle banche: con Mps e Carige i ribassi in un mese hanno superato il 50% sono un brutto segnale, perché il contagio dalle banche potrebbe trasmettersi anche allo spread e al nostro debito pubblico, già elevatissimo.

DECRETO – Quindi il ministro, per non correre rischi, ha deciso di accelerare i tempi del maxi-decreto per aiutare le banche e fermare la speculazione. In un’intervista a Bloomberg, Padoan ha spiegato che il previsto calo del debito pubblico italiano quest’anno segnerà una svolta per il Paese, cambiando la scettica percezione che i mercati hanno nei confronti del Belpaese: in questo modo si eviterà che i mercati puniscano l’Italia sul fronte della Borsa e dello spread.

MONTE PASCHI – Il ministro si è detto che una «soluzione sarà trovata per il Monte dei Paschi di Siena». E ha aggiunto: «Il Monte dei Paschi ha fondamentali solidi e un significativo ammontare di non performing loan. Ho fiducia che una soluzione sarà trovata anche con l’aiuto degli strumenti che il governo» ha messo a punto, afferma Padoan. I paesi dovrebbero fare del loro meglio «per facilitare la trasmissione del quantitative easing all’economia che, nel caso dell’Italia, include l’avere a che fare con il sistema bancario».

Se la misura che adotterà il Consiglio dei ministri avrà esiti positivi lo sapremo già da giovedì prossimo, quando si potrà verificare la reazione delle borse, per capire se le misure sulle banche hanno convinto gli investitori e frenato i fondi speculativi.

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Camillo Cipriani

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