Promossa dalla Commissione Europea

Safer Internet day: giornata della sicurezza in Rete. Una ricerca dell’Università di Firenze: ragazzi connessi 5-10 ore al giorno

di Redazione - - Cronaca, Economia, Politica

Stampa Stampa
Privacy, gli italiani temono la violazione in rete

La violazione della privacy fra i problemi che si pongono nella giornata di Internet

ROMA – Lo slogan del Safer Internet Day 2016, ossia la Giornata mondiale per la sicurezza in Rete istituita e promossa dalla Commissione Europea, giunta alla XIII edizione, è:  “Play your part for a better Internet!”. Una giornata che si celebra oggi, 9 febbraio, in contemporanea, in oltre 100 nazioni di tutto il mondo. In Italia il #SID2016 si sdoppierà con un evento al
Teatro Palladium di Roma e uno al Piccolo Teatro Strehler di Milano. Contemporaneamente, la Polizia di Stato sarà presente in 100 capoluoghi di provincia con workshop sul tema del cyberbullismo, organizzati nelle scuole di ogni ordine e grado, per incontrare oltre 60.000 studenti attraverso la campagna Una vita da social, mentre alla Camera dei Deputati l’associazione SOS Il Telefono Azzurro Onlus metterà attorno ad un tavolo di discussione esperti ed esponenti politici. Il ministro dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca Stefania Giannini parteciperà all’evento romano al Teatro Palladium, nel corso del quale verrà lanciata, con la proiezione in anteprima di uno spot, la campagna del Miur contro il cyberbullismo.

Tutte le iniziative del SID 2016 si svolgeranno sotto l’egida di Generazioni Connesse, il Safer Internet Centre Italiano, cofinanziato dalla Commissione Europea e coordinato dal Miur, in partenariato con la Polizia Postale e delle
Comunicazioni, l’Autorità Garante per l’Infanzia e l’Adolescenza, l’Università degli Studi di Firenze, l’Università degli Studi di
Roma “Sapienza”, Save the Children Italia Onlus, SOS Il Telefono Azzurro Onlus, Cooperativa E.D.I., Movimento Difesa del Cittadino e Skuola.net.Anche quest’anno al centro della scena ci saranno i ragazzi, in particolare quelli della cosiddetta “Generazione Z”, i nati tra il 1996 e il 2010, la cui vita “social” è stata oggetto di un’indagine affidata da Generazioni Connesse a Skuola.net e all’Università degli Studi di Firenze. Dalla ricerca emerge che il 17% degli intervistati rimane connesso tra le 5 e le 10 ore al giorno (considerando l’uso integrato di personal computer, tablet e cellulare). Una percentuale analoga di ragazzi si dichiara sempre connessa.

Nel mondo dei giovanissimi sono le chat a farla da padrone: Whatsapp è la piattaforma preferita dal 90% degli intervistati, una percentuale superiore a quella registrata dai social network come Facebook (64%), Instagram (61%) e Youtube (58%). Quasi la totalità degli intervistati, più del 90%, confessa di usare quotidianamente le chat. Tra questi ci sono
anche giovanissimi che sviluppano una certa dipendenza: sono quelli a rischio vamping, che chattano anche di notte (6%),
oppure quelli che lo fanno ogni volta che possono, anche quando è vietato, come a scuola (26% circa). I ragazzi sono online ben
prima dei 14 anni ma, per fortuna, sono sempre più attenti alla loro privacy. Temono i bulli digitali, ma ancora in troppi
sottovalutano il cyberbullismo, tanto che solo l’8% ammette di aver intenzionalmente vessato un coetaneo, mentre 1 su 10
banalizza il proprio comportamento come semplice scherzo.

Tag:, ,

Lascia un commento

Time limit is exhausted. Please reload the CAPTCHA.