Nel quarto trimestre il pil è aumentato solo dello 0,1%

Istat: nel 2015 Pil e crescita frenano (solo +0,6%). Italia: l’uscita dalla recessione è troppo lenta

di Camillo Cipriani - - Cronaca, Economia, Primo piano, Top News

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ROMA – Dopo le notizie negative dai mercati, anche sul fronte dell’economia si rileva una situazione che ancora è molto lontana da una forte ripresa. Secondo le rilevazioni dell’Istat, la forte frenata della crescita nel quarto trimestre del 2015 ha portato, nel complesso del 2015, a una crescita del Pil è cresciuto limitata allo 0,6 per cento (corretto per gli effetti del calendario), contro le previsioni del governo di un +0,9 per cento contenute nell’ultimo Def.

PIL – In particolare nel quarto trimestre del 2015 il prodotto interno lordo, corretto per gli effetti di calendario e destagionalizzato, è aumentato dello 0,1% rispetto al trimestre precedente e dell’1% su base annua. Sull’intero 2015, la crescita del Pil si attesta sullo 0,6%, mentre la variazione annua del Pil calcolata sui dati trimestrali grezzi è pari a +0,7 per cento.

DOMANDA – Se l’industria va male, frena anche la domanda nazionale, composta da consumi, investimenti e scorte, mentre a trainare un po’ la crescita è invece l’estero. «Dal lato della domanda, vi è un contributo negativo della componente nazionale (al lordo delle scorte), più che compensato dall’apporto positivo della componente estera netta», spiega l’Istituto analizzando le componenti del Pil nell’ultimo trimestre dell’anno.

UE – Soltanto pochi giorni fa l’Unione Europea aveva rivisto al ribasso le stime di crescita dell’Italia (0,8% nel 2015, 1,4% nel 2016, 1,3% nel 2017, mentre a novembre stimava 0,9%, 1,5% e 1,4%). L’aggiornamento del Documento di Economia e Finanza del governo Renzi invece a settembre ipotizzava un Pil al +0,9% nel 2015 e all’1,6% l’anno prossimo.

Nonostante la frenata di fine anno, il 2015 dà qualche segnale di uscita dell’Italia dalla recessione, con il Pil annuo che torna al segno più dopo tre anni consecutivi in negativo.

COMMENTI – Ovviamente contrastanti i commenti su questi dati: ciascuno porta acqua al suo mulino. Se il presidente dei deputati Pd Ettore Rosato ha scritto su Twitter: “L’Istat conferma: nel 2015, l’Italia esce dalla recessione. Avanti con le riforme e la fiducia, ancora molto da fare #italiariparte”, ribatte immediatamente sullo stesso social Renato Brunetta, capogruppo di Forza Italia alla Camera dei deputati: “Crescita nominale Pil 2016 metà di quella prevista dal governo: a ottobre manovra shock da 50 miliardi e Matteo Renzi a casa”.

Resta il fatto, determinante, che la crescità è ancora lontana e di gran lunga inferiore alle aspettative dello stesso Governo, che l’industria non decolla, che la domanda interna resta stagnante. Mentre Renzi e la maggioranza si preoccupano delle unioni gay, della riforma del senato e di altre questioni che non hanno alcun riflesso positivo sull’economia. Come sempre i politici sono distanti dalle esigenze dei cittadini.

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Camillo Cipriani

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