Fra Europa ed Estremo Oriente

San Valentino, 14 febbraio 2016: come si festeggia nel mondo il giorno degli innamorati

di Roberta Manetti - - Cronaca, Economia, Primo piano, Top News

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cuore di rose FIRENZE – San Valentino, in Italia, coincide con un profluvio di cuori (possibilmente in materiale prezioso), fiori, cioccolatini, cenette romantiche con menu afrodisiaco e prezzi più gonfiati dei bicipiti di un culturista.

Il grosso della spesa, in un Paese certo molto evoluto da sessant’anni a questa parte, ma con ruoli di coppia ancora piuttosto definiti, almeno a livello di massa, è solitamente lasciato all’innamorato o a chi tale deve continuare a mostrarsi, se vuol vivere tranquillo. Insomma, guai se lui non si presenta almeno con un mazzo di fiori oppure coi cioccolatini, per le amate che li gradiscono (è il caso di verificare sempre prima, a dispetto del bombardamento mediatico!); se poi ne ha i mezzi, meglio ancora se si presenta con un regalo più durevole, che talvolta verrà ricambiato.

Nel Nord Europa, in Danimarca e in Norvegia, pare che viga una tradizione più soave: gli uomini mandano alle amate delle poesie anonime, firmando con tanti puntini quante sono le lettere che compongono il loro nome (tanto, i nomi più diffusi sono brevi). Se la destinataria scopre chi è il suo ammiratore, questi le regalerà un uovo per Pasqua, altrimenti sarà lei a doverglielo regalare, ovviamente dopo che sarà stata informata. Chissà quanto reggerà, nell’era di WathsApp…

In Giappone, dove all’evoluzione tecnologica non corrisponde affatto quella dei rapporti uomo-donna, a quanto pare il cerimoniale è rigido, ma parte dal gesto inverso: sono le donne a regalare al proprio cavaliere dei cioccolatini, nella speranza di ricevere un regalo in cambio. Qualcosa di simile accade in Corea del Sud, dove però il 14 è il giorno dell’amore tutti i mesi: anche lì la prima mossa, il 14 febbraio, tocca alla donna, che fa un regalo all’oggetto delle sue brame; questi deciderà poi se ricambiare o meno il mese successivo, per il “White day” il 14 marzo. Se non lo farà, la corteggiatrice sfortunata si consolerà con un piatto di noodles neri in occasione del “Black Day”, il 14 aprile.

La tradizione di scambiarsi bigliettini con frasi d’amore è soprattutto estera e da noi la si conosce essenzialmente grazie alle vignette dei Peanuts (dove i personaggi si scambiano “Valentine” che a Charlie Brown dall’amata ragazzina coi capelli rossi non arrivano mai).

Niente San Valentino, in Slovenia: lì c’è San Giorgio e si festeggia ad aprile, con l’arrivo della primavera. Altro santo patrono per gli innamorati anche in Galles, dove il 25 gennaio si celebra il “Dydd Santes Dwynwen”.

Simpatica la tradizione estone, che il 14 febbraio festeggia semplicemente l’amicizia, così i singles possono evitare di chiudersi in casa aspettando san Faustino, da non molto eletto loro patrono.

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