Il crudo rapporto della Filcams-Cgil

Italia in crisi, consumi, famiglie tirano la cinghia: in sette anni spesi 80 miliardi in meno

di Camillo Cipriani - - Cronaca, Economia

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Le famiglie italiane riducono i consumi

Le famiglie italiane riducono i consumi

ROMA – Abitudini di spesa riviste e acquisti oculati: sulle famiglie pesa ancora la crisi e per farvi fronte si continua a tirare la cinghia e a guardare sempre più ad offerte e saldi. Nel 2015 la spesa media familiare risulta inferiore del 6,3% rispetto al 2008, che equivale a 156 euro in meno al mese tirati fuori dal portafoglio (si è passati da 2.487 a 2.331 euro di spesa media mensile) e del 2,9% rispetto a dieci anni prima. A fotografare “I consumi delle famiglie italiane” è il rapporto realizzato dalla Filcams-Cgil, in collaborazione con la Fondazione di Vittorio della Cgil e l’istituto Tecnè.
La ‘spending review’ familiare ha riguardato innanzitutto la voce che raggruppa il vestirsi, il prendersi cura di se’ e
l’andare in vacanza, con un taglio del 18,5% sempre rispetto all’anno di inizio della crisi (scendendo nel 2015 a 264 euro al mese dai 324 euro del 2008). A diminuire è anche la spesa per la salute, l’istruzione e l’informazione, abbattuta del 10% (da 140 a 126 euro mensili). Quella per mangiare e abitare, sempre secondo il rapporto, perde il 2% (da 1.469 a 1.440 euro).
Negli ultimi sette anni, i consumi delle famiglie hanno subito “una maxi-contrazione pari a 80 miliardi di euro”,
afferma il Codacons, chiedendo “misure ad hoc” per rilanciarli, provvedimenti che “devono essere strutturali e non spot”.
Il rapporto della Cgil delinea anche le nuove modalità di acquisto, all’impronta del risparmio. Con Internet che fa da
bussola: il 30% delle famiglie verifica prima online i migliori prezzi dei prodotti alimentari che andrà a comprare, percentuale che sale al 63% quando si tratta di generi non-alimentari. A conferma di questa ormai prevalente strategia, il ‘giro d’affari’: l’80% delle famiglie nel 2015 ha pianificato e fatto acquisti quando i prodotti erano in offerta o in saldo, per un  controvalore di circa 153 miliardi di euro. Il 18% ha acquistato su internet (per un valore annuo di circa 25 miliardi di euro).

Ma c’è anche chi non ce la fa a soddisfare tutti i bisogni effettivi: il 29% delle famiglie dichiara, infatti, consumi inferiori alle sue necessità reali. E il rapporto finisce con l’identificare quattro profili di consumatori suddivisi per
caratteristiche socio-economiche: il 41% sono i ‘mediani’, ossia i consumatori del ceto medio; il 28% sono i ‘vulnerabili’ e rappresentano le fasce più deboli; il 18% sono i ‘delusi’ della propria condizione attuale; il 13% sono i ‘benestanti’.
“Riforme del mercato del lavoro, liberalizzazioni degli orari e delle aperture commerciali, assenza di un contratto nazionale di riferimento non hanno aiutato la ripresa dei consumi, ma hanno impattato negativamente sulle condizioni di lavoro”, commenta il segretario generale della Filcams-Cgil, Maria Grazia Gabrielli.

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Camillo Cipriani

Camillo Cipriani

redazione@firenzepost.it

Commenti (1)

  • roberto

    |

    Dove sono finiti gli 80 miliardi? Ecco la risposta!
    ASSOCIAZIONE ARTICOLO 53 SALVATORE SCOCA – MEUCCIO RUINI
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    VISITATE IL SITO DELL’ASSOCIAZIONE ARTICOLO 53

    UN DATO DI FATTO E UNA DOMANDA
    IL DATO DI FATTO: NELL’ANNO 2002 LE VECCHIE MILLE LIRE IN MOLTI CASI DIVENTARONO UN EURO PORTANDO, SENZA COLPO FERIRE, DECINE DI MILIARDI DI EURO NELLE TASCHE DEI TITOLARI D’IMPRESA DA QUELLE DEI TITOLARI DI REDDITI FISSI (FESSI).( ANGELETTI UIL)
    ESEMPIO
    1)IL BIGLIETTI D’INGRESSO DI UN MUSEO PASSO’DA LIRE 4.000 A 4 EURO.
    2)IL BIGLIETTO DELLA LOTTERIA DI CAPODANNO PASSO’DA LIRE 3.000 A 3 EURO.
    3)IL PREZZO DI UNA PIZZA MARGHERITA PASSO’DA LIRE 4.000 A 4 EURO.
    4)IL PREZZO FISSO DI UN PASTO IN TRATTORIA PASSO’DA LIRE 10.000 A 8/10 EURO.
    5)PER LE COSE,DI BASSA MERCERIA,VARIE MINUTERIE,CARTOLERIE, E TANTE ALTRE CHE COSTAVANO LIRE 200,300,400,500 LIRE PASSARONO A 1 EURO.
    SI POTREBBE CONTINUARE ALL’INFINITO……….!!!!!!!!
    6) IL PREZZO DEGLI APPARTAMENTI: ( I 100MQ A FIRENZE PASSARONO DA 400MIL. A 400MILA EURO)
    7) GLI ONORARI DEI LIBERI PASSARONO DA 200MILA LIRE A 200 EURO
    8) LA FIAT PANDA E’ PASSATA DA 7.500.000 LIRE A 14MILA EURO CIRCA
    QUESTI AUMENTI DEI PREZZI HANNO PORTATO AD UNA:
    1)MAGGIORE ENTRATA TRIBUTARIA PER L’IVA (tassa indiretta che penalizza i redditi medio/bassi e i disoccupati)
    2)MAGGIORI INCASSI PER IL SISTEMA DELLE IMPRESE E QUINDI DI UNA MAGGIORE RICCHEZZA E CAPACITA’CONTRIBUTIVA PER I LORO TITOLARI.
    QUESTI AUMENTI DEI PREZZI SONO STATI QUANTIFICATI DAGLI ESPERTI IN DECINE DI MILIARDI DI EURO.
    IL SISTEMA DI ACCERTAMENTO,NON RISPETTANDO IL PRECETTO DI CAPACITA’CONTRIBUTIVA( ART. 53 COST.) NON HA REGISTRATO QUESTO AUMENTO DELLA RICCHEZZA IN QUANTO IL SISTEMA DELLE IMPRESE E’SOGGETTO AGLI STUDI DI SETTORE OPPURE AI METODI FORFETARI PER CUI I LORO REDDITI SONO AGGIORNATI OGNI 3 ANNI. CONSEGUENTEMENTE I TITOLARI DELLE IMPRESE CHE HANNO AUMENTATO LA LORO
    RICCHEZZA CON GLI AUMENTI DEI PREZZI, SU DI ESSI, NON HANNO PAGATO L’IRPEF DOVUTA.

    PERO’…..
    COME AD ESSI E’ARRIVATA UNA MAGGIORE RICCHEZZA ESENTASSE A QUALCUNO QUELLA RICCHEZZA, E’DIMINUITA.
    QUESTI QUALCUNO SONO I REDDITI FISSI (FESSI) SPECIALMENTE QUELLI MEDIO/BASSI E I DISOCCUPATI: NON SOLO HANNO SUBITO GLI, INGIUSTIFICATI, AUMENTI MA LA LORO CAPACITA’CONTRIBUTIVA, SECONDO L’ART. 53 COST.,, DOVEVA ESSERE CHIARAMENTE MINORE DAL MOMENTO CHE QUELLA RICCHEZZA E’ANDATA AD AUMENTARE LA CAPACITA’CONTRIBUTIVA DEI TITOLARI DELLE IMPRESE, E’RIMASTA LA STESSA E QUINDI HANNO PAGATO L’ IRPEF , SU QUELLE DECINE DI MILIARDI, AL POSTO DEI TITOLARI DI REDDITI INDIPENDENTI, COME SE QUEI SOLDI LI AVESSERO SEMPRE LORO.
    E’ CHIARISSIMO E LAMPANTE CHE QUESTA COLOSSALE MANOVRA ECONOMICA E’ LA RESPONSABILE’ INSSIEME A TUTTA LA CLASSE DIRIGENTE, DELLA GRAVISSIMA RECESSIONE CHE STIAMO VIVENDO.

    DOMANDA
    QUESTA DISUGUAGLIANZA, ANTICOSTITUZIONALE, DI TRATTAMENTO, REDDITI FORFETTARI, SEMPRE AL DI SOTTO DEL VERO (DA L 30% AL 60% CIRCA) RESI AGGIORNABILI DAL FISCO, ANCHE IN PRESENZA DI AUMENTO DEI PREZZI, OGNI 3 ANNI, E REDDITI FISSI, (VERI AL 100%) AGGIORNATI, IN PRESENZA DI AUMENTI SALARIALI O PENSIONISTICI, DAL FISCO ALL’ISTANTE, QUESTO SISTEMA DI ACCERTAMENTO DELLA CAPACITA’CONTRIBUTIVA,PER NON PARLARE DELLA PROGRESSIVITA’DELL’INSIEME DEI SINGOLI TRIBUTI, COSA HA DA SPARTIRE CON LE VOLONTA’DEI NOSTRI COSTITUENTI I QUALI CI RACCOMANDARONO CHE LA CAPACITA’CONTRIBUTIVA FOSSE CALCOLATA NELLA SUA CONSISTENZA EFFETTIVA E LA PROGRESSIVITA’FOSSE CALCOLATA SU TUTTI I TRIBUTI? ( OGGI IRPEF/IVA ED ALTRI TRIBUTI DIRETTI E INDIRETTI)!!!!!!!!
    .

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