In attuazione dell'articolo 49 della Costituzione

Partiti: il Pd propone regole per il riconoscimento e l’organizzazione. Nel mirino Forza Italia e M5S

di Paolo Padoin - - Cronaca, Economia, Politica

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ROMA – Ci saranno anche forme e modalità differenziate di adesione ai partiti che avranno riconoscimento giuridico nel testo sulla riforma in attuazione dell’articolo 49 della Costituzione che attende da quasi 60 anni. E che sarà incardinata giovedì alla Camera in Commissione Affari costituzionali. Un testo che partirà dalla discussione di quattro proposte del Pd, di cui una che porta la firma del vice segretario Lorenzo Guerini: ora quella più accreditata.
Nelle intenzioni del Partito democratico, viene spiegato dai promotori, c’è anche la necessità di seguire le trasformazioni sociali e culturali ma anche di evitare la doppia trappola dei partiti di plastica e di quelli personalistici o populisti. E chi sia nel mirino delle 4 proposte Pd (firmate, oltre che da Lorenzo Guerini, anche da Paolo Fontanelli, Roberta Agostini e Sandra Zampa), si ragiona in ambienti parlamentari, è facilmente immaginabile: M5s, in primis, ma anche Fi.
L’obiettivo dichiarato è quello di imporre regole chiare, univoche e trasparenti nel dibattito interno nei partiti, scelta
che è stata “innescata” anche dalle polemiche nate dalla multa di 150mila euro prevista dal ‘codice’ interno del M5s romano in caso di tradimento politico e dalla relativa accusa di “fascismo” arrivata dai vertici del Pd che hanno detto un
sostanziale “ora basta” dopo questo ultimo episodio. Il M5s rilancia la palla e definisce a sua volta le proposte
dalle quali partirà la discussione un esempio del “fascismo renziano”. Giovedì quindi potrebbe accendersi una miccia, non si sa quanto lunga ma certamente destinata a far deflagrare la bomba dello statuto giuridico dei partiti: e i 5 stelle
denunciano l’iniziativa nè più nè meno come il tentativo di uccidere il Movimento e la sua diversità rispetto ai partiti
tradizionali.
Oggi i partiti sono ‘enti di fatto’ non riconosciuti e sono quindi sottratti ad un specifico controllo sulle regole interne
di democrazia. Emanuele Fiano(Pd) indica logica di fondo e temi di intervento: oggi ci troviamo di fronte “in alcuni casi a partiti personali in altri a partiti-movimento con scarse o poco decifrabili regole democratiche interne. Ma alla
personalizzazione della leadership deve corrispondere necessariamente una democratizzazione interna della vita dei
partiti. Questo processo è vitale per la qualità della democrazia. I partiti che intendono candidarsi alla guida del Paese dovranno farlo dando prova di essere democratici e trasparenti”. Molti i poteri  e le competenze interne che saranno toccati dalla discussione che potrebbe portare l’M5s a forme inusitate di opposizione. “Dovranno essere disciplinate le
procedure di ammissione e di espulsione dal partito, l’ambito di applicazione della regola maggioritaria e la tutela delle
minoranze, le modalità di selezione delle candidature alle cariche pubbliche e, in particolare, come viene scelto il leader”, spiega l’esponente del Pd.
È nostra intenzione  “favorire, per chi vuole percorrere questa strada, la promozione di partiti che sostengano realmente la partecipazione democratica, riconoscendo e tutelando i diritti dei loro aderenti, eventualmente anche prevedendo forme e modalità differenziate di adesione. Nessuna nostalgia per il passato, dunque, ma la ricerca di nuovi strumenti per favorire il ritorno alla partecipazione anche attraverso le primarie, le consultazioni on line, i referendum tematici, con partiti che diventino finalmente ‘case di vetro’, attraverso statuti che garantiscano efficacemente la democrazia interna”.  I 5 stelle promettono fuoco e fiamme con Riccardo Fraccaro: “Stanno cercando di far approvare una legge anti-M5S, che costringe tutte le forze politiche ad adottare la forma partitocratica”.

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Paolo Padoin

Paolo Padoin

già Prefetto di Firenze
paolo.padoin@firenzepost.it

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