Nessuna correzione del bail-in è in vista

Mario Draghi (bce) al Parlamento ue: le politiche fiscali dei governi dovrebbero sostenere la ripresa con «investimenti pubblici a tassazione bassa»

di Paolo Padoin - - Cronaca, Economia, Politica

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BRUXELLES – Il presidente della Bce, Mario Draghi, di fronte alla commissione Affari economici e finanziari dell’Europarlamento ha ribadito che la Banca centrale «intende rivedere ed eventualmente riconsiderare la politica monetaria all’inizio di marzo» se necessario a spingere al rialzo l’inflazione. La ripresa nell’eurozona è «moderata» e sostenuta «principalmente» dalle politiche di stimolo della Bce. Per questo «è sempre più chiaro» che le politiche fiscali dei governi dovrebbero sostenere la ripresa con «gli investimenti pubblici e una tassazione più bassa».

BANCHE – Non sono mancati gli accenni alla situazione del sistema bancario europeo, in particolare qualcunoi ha chiesto se ci sia l’intenzione di rivedere il sistema del bail-in. «Le regole sono appena entrate in vigore e già si pensa a una loro revisione? Mi pare difficile», ha detto Draghi a un europarlamentare. La modifica è auspicata anche dal governatore della Banca d’Italia, Ignazio Visco, a cui ha fatto eco il ministro dell’Economia, Pier Carlo Padoan, che la settimana scorsa da Bruxelles ha parlato di necessità di “gradualità e delicatezza” nella messa in atto delle regole che coinvolgono obbligazionisti e depositi oltre 100 mila euro per il salvataggio degli istituti di credito.

RISPARMIATORI – Il numero uno della Bce ha invece messo l’accento sulla necessità di informare bene i risparmiatori: «E’ importante sia la trasparenza delle banche sia l’informazione per i risparmiatori». Draghi ha anzi lodato le nuove regole, perché rappresentano un «cambiamento notevole che riteniamo per il meglio, perché in questo modo i soldi dei contribuenti non saranno più utilizzati come malauguratamente è successo durante la crisi».

SOFFERENZE – Draghi ha anche smentito le indiscrezioni di stampa secondo cui la Banca centrale avrebbe contatti con il governo italiano per l’acquisto di sofferenze. «Non stiamo comprando assolutamente niente – ha chiarito Draghi – si tratta solo di vedere se alcuni titoli Abs possono essere accettati come collaterali, che è molto diverso dall’acquistare. Non c’è alcun negoziato con lo Stato italiano».

LONDRA – E ha infine risposto anche sull’ipotesi Brexit, ovvero l’ipotesi di uscita di Londra dall’Unione europea. Un eventuale accordo tra il governo britannico e Bruxelles per scongiurarla, «qualunque esso sia non deve ostacolare alcuna ulteriore misura di integrazione della nostra unione monetaria». I leader europei si incontreranno il 18-19 febbraio nella capitale belga per discuterne.

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Paolo Padoin

Paolo Padoin

già Prefetto di Firenze
paolo.padoin@firenzepost.it

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