Continua la riorganizzazione delle competenze degli enti

Province: il Consiglio regionale approva l’ulteriore riordino delle funzioni

di Paolo Padoin - - Cronaca, Economia, Politica

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FIRENZE – Il Consiglio regionale della Toscana ha approvato ieri, a maggioranza, la nuova legge sulle città metropolitane, sulle province, sulle unioni e fusioni dei comuni, in attuazione del riordino delle funzioni provinciali. E’ stato il presidente della commissione territorio ed ambiente, Stefano Baccelli (Pd) ad illustrare l’atto, ricordando che le nuove norme, regolano il passaggio delle competenze dalle Province alla Regione, in materia di protezione di flora e fauna, parchi e riserve naturali, tutela delle acque dall’inquinamento e della qualità dell’aria.

Le strade regionali resteranno di competenza delle Province, quali enti territoriali di secondo livello, titolari di funzioni fondamentali in specifici settori ai sensi della legge 56/2014 (Disposizioni sulle città metropolitane, sulle Province, sulle unioni e fusioni di Comuni), per la manutenzione e la gestione. Vengono invece trasferite le competenze relative alla progettazione e costruzione delle opere così come risultano dal Priim (Piano regionale integrato infrastrutture e mobilità). Passano di mano anche le funzioni su progettazione, costruzione e manutenzione delle vie navigabili di rilievo regionale, di controllo, funzionalità e circolazione dei natanti, di ispettorato di porto e di individuazione delle vie fluviali e dei laghi di interesse locale per utilizzo navigabile. La legge attribuisce ai Comuni competenze amministrative su progettazione, costruzione e manutenzione delle vie navigabili di interesse locale. Viene infine estesa la competenza delle funzioni amministrative del Comune di Pisa sulla navigazione nel tratto dell’Arno dalla città alla foce.

Inoltre si è stabilito che tutte le funzioni amministrative di programmazione e pianificazione, non riservate allo Stato, per la gestione dei rifiuti, lo spandimento fanghi in agricoltura, la bonifica e la messa in sicurezza dei siti inquinati, vengono esercitate dalla Regione. Resta in capo alle Province e alla Città metropolitana di Firenze la sola competenza all’individuazione, nell’ambito del piano territoriale di coordinamento provinciale (Ptcp), delle zone idonee e non idonee alla localizzazione degli impianti di smaltimento e recupero dei rifiuti. Passano alla Regione anche le procedure di Via (Valutazione d’impatto ambientale), il rilascio dell’autorizzazione integrata ambientale e quella delle attività sperimentali. Per ragioni di contenimento della spesa regionale, è abrogato (con decorrenza 1ø gennaio 2016) il contributo ambientale per il conferimento dei rifiuti urbani, e di quelli del loro trattamento, in impianti di smaltimento ubicati in ambiti territoriali ottimali diversi da quello di produzione. L’articolato, collegato alla Legge di Stabilità 2016, rimuove inoltre il vincolo di destinazione del dieci per cento alle Province, del tributo speciale per il deposito dei rifiuti solidi in discarica (la cosiddetta ecotassa).

 

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Paolo Padoin

Paolo Padoin

già Prefetto di Firenze
paolo.padoin@firenzepost.it

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