Operazione riso amaro

Firenze, guardia di finanza: 5 arresti, compresi due commercialisti fiorentini. L’accusa: frode fiscale da 95 milioni

di Redazione - - Cronaca, Economia

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Arezzo, la Guardia di Finanza ha scoperto 130 "furbetti"FIRENZE – In corso di esecuzione da parte della guardia di finanza cinque misure di custodia cautelari nell’ambito di un’inchiesta della procura di Firenze su una frode fiscale da 95 milioni di euro. Sottoposti a sequestrato preventivo beni mobili e immobili nella disponibilità degli indagati per un valore di 42 milioni di euro nelle province di Firenze e Pavia. L’operazione, forse perché coinvolge, Vercelli, si chiama «riso amaro».

I destinatari dei provvedimenti restrittivi disposti dal gip Francesco Bagnai su richiesta del pm Christine Von Borries, sono tutti ai domiciliari. Si tratta di due coniugi di Vercelli, imprenditori, due commercialisti di Firenze e Pontassieve (Firenze) e un fiorentino operante nel settore delle compagnie di facchinaggio.

AGGIORNAMENTO ORE 13.40

Durante le indagini, proseguite dal 2006, è stato individuato un 82enne pensionato meridionale che ricopriva molte cariche societarie di aziende con fatturati milionari. Alla sua morte i familiari hanno proseguito l’attività di prestanome. Tuttavia al centro della frode, ci sarebbero i due commercialisti fiorentini che dal capoluogo toscano gestivano un complesso meccanismo di evasione, in particolare dell’Iva, basato su false fatturazioni, spiega la Gdf, derivanti da un utilizzo distorto di due consorzi, di sette fra cooperative e Srl.

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