La ricognizione è terminata il 12 febbraio

Province, mobilità del personale, che sorpresa: ci sono più posti disponibili (2.500) che dipendenti da ricollocare (1.800)!

di Paolo Padoin - - Cronaca, Economia, Politica

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Renzi-Madia

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ROMA  – Strano? No, nella pubblica amministrazione può capitare di tutto.  “I primi dati che emergono dall’incrocio tra domanda e offerta di mobilità sono molto incoraggianti. L’offerta da parte delle amministrazioni ha superato di gran lunga il numero dei lavoratori inclusi negli elenchi di mobilità”. “Per i circa 1.800 lavoratori inclusi negli elenchi di mobilità, sono state ricevute oltre 2.500 proposte di offerta complessiva di posti da parte delle amministrazioni interessate”. Così il ministero della Pubblica Amministrazione, sottolineando i “dati provvisori” dell’operazione mobilità, che coinvolge i lavoratori delle ex Province, dopo la trasformazione in enti di area vasta.

Il ministro della Pubblica Amministrazione, Marianna Madia, così commenta i primi risultati dell’operazione mobilità, che ha interessato i lavoratori delle ex Province: “Questa operazione si avvia a conclusione e testimonia come i tempi siano maturi per entrare definitivamente nella logica dell’amministrazione unica della Repubblica”.

“L’offerta si è conclusa lo scorso 12 febbraio con una numerosa partecipazione da parte delle amministrazioni”, spiega il ministero. Ora, evidenzia, si lavora “per un riallineamento tecnico dei dati, considerato anche l’elevato numero delle amministrazioni che hanno comunicato la loro disponibilità sul portale, al fine di incrociare e, per quanto possibile, far coincidere domanda e offerta delle professionalità, soprattutto a livello territoriale”. Per il ministero “si avvia così a conclusione la più grande operazione di mobilità della storia italiana”.

Una volta garantito il posto la preoccupazione si concentra sui trasferimenti. E tra i sindacati i timori non mancano: “bisognerà capire se la distribuzione dell’offerta a livello territoriale corrisponde alla domanda”, sottolinea il segretario nazionale Fp Cgil, Federico Bozzanca. “Di fatto i lavoratori potrebbero essere costretti, per non perdere il posto, a trasferirsi in un ufficio ben oltre i 50 km di distanza”. Inoltre per il responsabile Settori Pubblici Cgil, Michele Gentile, “anche se la cifra dei posti liberi dovesse raddoppiare ci sarebbe comunque una disponibilità bassissima, vista la platea di oltre 2,3 milioni di dipendenti. In realtà i vuoti sarebbero di più ma ci sono i paletti del turnover. Ecco che o si cambiano le regole o addio a ricambio generazionale”.

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Paolo Padoin

Paolo Padoin

già Prefetto di Firenze
paolo.padoin@firenzepost.it

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