Durante la deposizione in Corte d'Assise

Arezzo, scomparsa di Guerrina Piscaglia testimone rivela: lei era innamorata di padre Graziano

di Redazione - - Cronaca

Stampa Stampa
Guerrina Piscaglia è scomparsa il 1 maggio 2014

Guerrina Piscaglia è scomparsa il 1 maggio 2014

AREZZO –  Non ha dubbi Giuseppina Mazzoni, testimone chiave del processo in corso in Assise ad Arezzo per omicidio: “Guerrina venne da me e piangeva. Mi confessò di essere innamorata di Padre Gratien ma che lui non
corrispondeva il suo sentimento. Io raccontai tutto al parroco Padre Faustin che fece una gran risata dicendo che si sarebbe poi recato a parlare con Gratien e con la famiglia di Guerrina”.

La donna, all’epoca catechista a Ca Raffaello, ha poi raccontato di aver informato il vicario generale monsignor
Dallara dell’innamoramento di Guerrina e della strana situazione dei frati di Ca Raffaello (Faustin, Silvano Gratien) confermando poi di aver inviato il 19 maggio 2014, successivamente alla scomparsa di Guerrina, una raccomandata firmata al vescovo di Arezzo, Riccardo Fontana, dove raccontava la vicenda umana della
donna ed esprimeva le proprie preoccupazioni circa un possibile suicidio. “Guerrina stava molto male spiritualmente – ha aggiunto -, piangeva sempre e quando scomparve, nonostante tutti vociferassero che era un allontanamento volontario, ero turbata. Quando ci fu la visita pastorale del vescovo, a fine agosto 2014, lui venne da me abbracciandomi e mi ringraziò per essere stata l’unica a mandare una lettera firmata confermando che ne erano arrivate molte anonime”.

Giuseppina Mazzoni ha poi evidenziato “gravi carenze formali dal punto di vista religioso di Padre Gratien”, il quale  “durante la messa del giovedì santo del 2014 invitò i fedeli a prendere le ostie e inzupparle nel vino in un rito che non avevo mai visto e che mi turbo’. Padre Gratien, presente in aula, ha ascoltato impassibile la deposizione della donna durata circa due ore, prima del pm Marco Dioni e della difesa, rappresentata
dai legali Zacheo e Angeletti, che ha chiesto il sequestro dei vecchi telefoni della testimone e del marito della stessa per verifiche sul messaggio che i due ricevettero dopo la scomparsa di Guerrina in cui si diceva che la donna era scappata a Gubbio con il suo “amoroso”.  La testimone ha anche confermato che, durante la
perquisizione nella canonica di Ca Raffaello nel settembre del 2014, i carabinieri sequestrarono foto di donne “di colore bianco” a Padre Gratien ma, ha concluso, “non ho mai puntato il dito contro di lui”.

Il giudice Silverio Tafuro, presidente della corte d’assise ha disposto il sequestro del cellulare della testimone Giuseppina Mazzoni e quello del marito.  La richiesta era stata avanzata dai legali del frate, Francesco Zacheo e Rizieri Angeletti, a margine della testimonianza resa dalla donna in aula. La stessa aveva raccontato, sollecitata dal pm Marco Dioni che ha condotto le indagini sulla scomparsa di Guerrina da Ca Raffaello, nell’aretino, il primo maggio 2014, come il marito avesse ricevuto qualche giorno dopo quella data un sms sul proprio
telefono. Nel messaggio Guerrina o chi per lei diceva di “essere andata via con il suo amoroso”. La Mazzoni nella circostanza inoltrò l’sms dal cellulare del marito al suo informando poi un alto prelato di quanto accaduto.
La difesa ha fortemente contestato nel contro interrogatorio il comportamento della testimone chiedendo il sequestro dei due cellulari. La corte si è ritirata in camera di consiglio accogliendo, al rientro in aula, la richiesta. Giuseppina Mazzoni ha consegnato i due telefoni commentando all’uscita “quello che sapevo l’ho riferito sono serena”.

Tag:, , ,

Lascia un commento

Time limit is exhausted. Please reload the CAPTCHA.