Verdetto confermato in Corte d'Appello

Firenze, uccise la moglie malata di Alzheimer: 85enne condannato a 7 anni e 8 mesi

di Redazione - - Cronaca

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748383-TribunaleFIRENZE – Sette anni e 8 mesi di carcere è la pena inflitta in secondo grado dalla corte d’appello di Firenze a Giancarlo Vergelli, l’uomo che nel 2014 uccise a Firenze la moglie 88enne malata di Alzheimer. E’ stata così confermata la condanna di primo grado in rito abbreviato.

La corte non ha riconosciuto all’imputato, oggi 85enne, l’attenuante di «aver agito per motivi di particolare valore morale o sociale» né la seminfermità mentale, così come proposto dai suoi difensori, avvocati Filippo Viggiano e Valentina Bernardi. Gli stessi legali hanno anche ribadito in appello che l’assistenza continua fatta per anni alla moglie come «caregiver» aveva portato lo stesso Vergelli ad ammalarsi. La difesa farà comunque ricorso in Cassazione.

L’omicidio avvenne nella casa coniugale di borgo Pinti, il 22 marzo 2014. Vergelli strangolò la moglie con una sciarpa e rimase accanto al cadavere circa un’ora, poi andò a costituirsi dalla polizia dicendo agli agenti «non ce la faccio più» e spiegando di non reggere a un repentino aggravamento della malattia della moglie. La vicenda è stata occasione, hanno ricordato i legali, anche per richiamare all’attenzione nelle aule giudiziarie il grave stato di sofferenza fisica e morale in cui versano i familiari – spesso anziani e soli – che assistono a casa malati con patologie gravi, ricevendo spesso scarsi aiuti esterni rispetto alla complessità della situazione che si trovano a dover sostenere.

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