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Immigrazione: il prefetto di Treviso vuol requisire alloggi privati per ospitare i migranti. Divampa la polemica

di Paolo Padoin - - Cronaca, Economia, Politica

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trevisoTREVISO – Il prefetto di Treviso ha affermato di poter decidere di requisire le case sfitte per affrontare l’emergenza migranti. Lo ha indicato a una cinquantina di sindaci riuniti in prefettura. Dura la replica del neo segretario della Liga Veneta Gianantonio Da Re: “Nel caso la minaccia del prefetto non sia una battuta – ha sottolineato – saremo pronti a raccogliere le provocazioni” . E si scaglia contro tale ipotesi anche il Governatore del veneto, Luca Zaia: “Eravamo abituati a sentire utilizzare i termini confisca, requisizione, sequestro nei racconti della sacrosanta guerra ai mafiosi, ai delinquenti, alla criminalità organizzata. Non riesco a digerire l’idea che gli stessi toni una Istituzione li utilizzi nei confronti di cittadini onesti che pagano le tasse”.

GASPARRI – “Il governo Renzi intende requisire le case degli italiani per darle agli extracomunitari. Quanto è stato annunciato da alcuni prefetti è gravissimo ed inquietante. Del resto nei giorni scorsi abbiamo appreso che il Viminale, prevedendo nuovi sbarchi in massa, ha calcolato la collocazione nel nostro Paese di altre cinquantamila persone”. Lo scrive in una nota il senatore di Forza Italia, Maurizio Gasparri, secondo il quale “Renzi dovrebbe piuttosto prendere esempio dall’Inghilterra che ha chiesto e ottenuto di non applicare le misure del welfare a chi arriva nel Regno Unito. Cameron è riuscito ad ottenere a suo vantaggio le regole della demagogia europea. Renzi invece leva le case agli italiani per darle agli stranieri”.

FORZA ITALIA – La responsabile comunicazione di Forza Italia, Deborah Bergamini afferma: “Ci requisiranno le case sfitte per metterci gli immigrati, poi finiranno per prenderci i soldi dai conti correnti. Non siamo più cittadini ma schiavi di un governo non eletto. Il governo venga in Parlamento a riferire se questa misura annunciata da alcuni prefetti verrà davvero applicata: sarebbe un esproprio proletario in piena regola ai danni degli italiani”.

PROVOCAZIONE – Indipendentemente dalle polemiche politiche – Renzi non credo sia neppure a conoscenza di quest’iniziativa –  l’ipotesi avanzata dal prefetto di Treviso – sulla quale il Governo e il Ministero dell’interno non si sono ancora espressi – sembra più finalizzata a costringere i sindaci ad attivarsi per l’accoglienza, come chiede il Governo, che a giungere a un vero e proprio provvedimento di requisizione, che sarebbe quasi sicuramente dichiarato illegittimo dai Tar. Lo stesso prefetto, dopo le polemiche insorte, ha dato questa interpretazione alla sua sortita. Mentre fioccano anche interrogazioni parlamentari, alle quali il Governo dovrà dare risposta.

GIURISPRUDENZA – Non esiste giurisprudenza in proposito, ma l’emergenza immigrati può benissimo essere equiparata a quella degli sfratti che colpiscono da tempo molte città italiane e vedono i sindaci in difficoltà per trovare soluzioni abitative alternative. Vediamo quali sono le regole applicabili. La normativa in proposito e l’elaborazione giurisprudenziale recente giustificano la requisizione soltanto in presenza di “grave necessità pubblica” che in Italia corrisponde da sempre a “catastrofe naturale”, ovverosia terremoti, alluvioni e altri disastri. Il dato normativo di riferimento, l’art. 7, L. n. 2248/1865, all. E (non è un errore, è proprio una legge del 1865!), dispone che “allorchè per grave necessità pubblica l’Autorità amministrativa debba senza indugio disporre della proprietà privata…essa provvederà con decreto motivato, sempre però senza pregiudizio dei diritti delle parti”.

LEGGE – La disposizione, emanata ben prima della Costituzione, ha subito non pochi interventi di interpretazione e di aggiornamento da parte della giurisprudenza per essere adattata in particolare all’art. 42 della Carta del 1948, ove si afferma che la proprietà privata è riconosciuta e garantita dalla legge, che ne determina i modi di acquisto, di godimento e i limiti allo scopo di assicurarne la funzione sociale e di renderla accessibile a tutti e che può essere, nei casi preveduti dalla legge, e salvo indennizzo, espropriata per motivi d’interesse generale.

COMPETENZA – La competenza a requisire è senza dubbio del Prefetto e solo in caso di estrema urgenza, che non consenta l’intervento del Prefetto, può essere esercitata dal Sindaco.  In quest’ultimo caso è stato poi affermato che il potere di ordinanza citato deve rispettare i requisiti previsti dall’art. 54 T.U.E.L. (art. 38, comma 2, L. n. 142/ 90) che al comma 4 dispone che ” Il sindaco, quale ufficiale del Governo, adotta con atto motivato provvedimenti, anche contingibili e urgenti nel rispetto dei principi generali dell’ordinamento, al fine di prevenire e di eliminare gravi pericoli che minacciano l’incolumità’ pubblica e la sicurezza urbana. I provvedimenti di cui al presente comma sono preventivamente comunicati al prefetto anche ai fini della predisposizione degli strumenti ritenuti necessari alla loro attuazione”.

SFRATTI – In entrambi i casi resta il problema di poter inquadrare l’emergenza sfratti nella fattispecie citata, che richiede la ricorrenza di una grave necessità pubblica da prevenire o eliminare qualora minacci l’incolumità e la sicurezza urbana.  Sia i TAR che la Cassazione Penale hanno sostenuto che le esigenze abitative di nuclei familiari colpiti da sfratto non può ritenersi né eccezionale né tanto meno imprevedibile essendo invece la regola in ogni contesto urbano a differenza ad esempio di un crollo (vedasi TAR Roma 3534/04; TAR Catania 1154/ 04; Cass. Pen., n. 38259/ 07).

Per analogia credo che neppure l’emergenza immigrazione potrebbe sfuggire a queste regole e ritengo quindi che la minaccia del prefetto di Treviso resterà solo una forma di ‘costrizione morale’ ai sindaci recalcitranti, senza aver alcuna possibilità di essere applicata materialmente.

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Paolo Padoin

Paolo Padoin

già Prefetto di Firenze
paolo.padoin@firenzepost.it

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