L'indice scende su base mensile (-0,2%)

Economia Italia: è deflazione. Prezzi fermi nelle 10 maggiori città, fra le quali Firenze

di Camillo Cipriani - - Cronaca, Economia, Primo piano, Top News

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ROMA – L’Istat conferma la ripresina dell’inflazione a gennaio, con il tasso annuo che si porta allo 0,3%. Lo stesso valore si registra per il cosiddetto ‘carrello della spesa’, in decisa frenata rispetto ai mesi precedenti. E infatti si annulla la forbice con l’indice generale. I prezzi si sono posizionati sullo stesso livello sia per gli acquisti fatti al supermercato che per tutto il resto dei consumi. Ma su base territoriale le differenze non mancano, con dieci grandi città, da Milano a Palermo, che presentano listini congelati o in deflazione, ovvero in calo.

Insomma se da una parte l’inflazione italiana guadagna due decimi in più rispetto a dicembre, portandosi ai massimi dall’ottobre scorso, dall’altra è evidente come sul fronte prezzi le temperature siano ancora basse: l’indice scende su base mensile (-0,2%) e soprattutto il 2016 inizia con una pesante eredita: l’inflazione acquisita è -0,4%.

Guardando ai capitoli di spesa, il “lieve rialzo” di gennaio, così lo definisce lo stesso Istituto di statistica, è per lo più dovuto al rallentamento della caduta dei carburanti, comunque ampiamente sotto la soglia dello zero (la benzina a -2,9% e il diesel a -10,1%). Le oscillazioni più forti hanno però riguardato i prodotti alimentari freschi. “Crollano i prezzi nelle campagne italiane, dal -60% dei pomodori al -30% per il grano duro, fino al -21% per le arance rispetto all’anno scorso”, segnala la Coldiretti puntando il dito contro “l’effetto congiunto dell’andamento climatico anomalo e le speculazioni”.

Se per i coltivatori non è una buona notizia, la vedono diversamente i consumatori, con l’Unc che stima un risparmio di “47 euro su base annua” per una famiglia tipo. Ma la situazione non è uguale lungo tutto lo Stivale: si passa dallo 0,9% di Padova, seguono Bolzano e Venezia, al -0,3% di Bari. In tutto, tra Comuni capoluogo o con più di 150mila abitanti, in deflazione si trovano quattro città: oltre a Bari, Potenza, Trieste e Verona. In altre sei invece i prezzi sono fermi. Si tratta di Milano, Firenze, Perugia, Palermo, Reggio Calabria e Ravenna.

La vera novità degli ultimi dati Istat è però un’altra: dopo anni sono tornati a salire i prezzi di pc, tablet e portatili. Finora avevano collezionato ribassi su ribassi, anche a causa dell’alto grado di concorrenza nel settore. Adesso con un +6,3% il mondo dei computer ha segnato il maggior rialzo da tre anni e mezzo. I prossimi mesi ci diranno se è stata solo una fiammata o se c’è una reale inversione di rotta.

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Camillo Cipriani

Camillo Cipriani

redazione@firenzepost.it

Commenti (1)

  • roberto

    |

    Invece il monte salari,stipendi e pensioni è in deflazione da 30 anni!
    nel trentennio 1984/2014 ha perso il 520% del suo potere d’acquisto in rapporto al PIL e all’aumento dei prezzi inflazionati del 750%!
    Non solo il monte salari,stipendi e pensioni ha perso il suo potere d’acquisto del 520%, ma il loro prelievo Irpef è aumentato del 230%!
    Questi dati non sono da ISTAT ma prelevati direttamente da buste paga e pensioni nette e da listini prezzi del periodo storico considerato!

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